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L'individuazione di nuovi segmenti turistici: ''il turismo danzante''

Informazioni tesi

  Autore: Elisabetta Pintus
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Daniela Pettinao
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

L'obiettivo di questa tesi è capire se sia possibile creare un nuovo segmento turistico utilizzando come motivazione lo studio della danza, con particolare attenzione alle diverse tipologie di turisti che questo nuovo segmento turistico può creare e soddisfarne le esigenze. Particolare attenzione è stata dedicata al caso pratico, Danza in Fiera a Firenze, che ha raggiunto grandi numeri e ha saputo integrare al suo interno un'ottima offerta di danza e un'eccellente offerta e supporto turistico. Unire le forze per creare un turismo danzante, infatti, è importantissimo, possibile e utile per sfruttare al meglio le risorse turistiche di una destinazione e per una solida politica di destagionalizzazione del flussi turistici.

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3 Introduzione Il turismo è la pratica, l’azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione. Il turismo ha di solito come fine ultimo una ricreazione spirituale, uno scopo di rinascita psico- fisica da attuare tramite lo svago, il piacere estetico-sensoriale, la distrazione e il divertimento 1 , rispondendo a degli impulsi irrazionali che portano l’individuo a impiegare una parte del proprio tempo libero e del proprio reddito per questa attività. 2 . Proprio per questo è un settore di crescente importanza nell’economia globale, rappresentando uno dei principali fenomeni di massa del nostro secolo. Benché lo spostamento e il soggiorno fuori casa risalgano a tempi storici remoti, il turismo ha acquisito le caratteristiche di un fenomeno di massa 3 solo nel XX secolo. I racconti di viaggio di Strabone, tra il I a.C. e il I d.C., di Marco Polo nel XIII secolo e di Arthur Young nel XVIII secolo, sono i primi in cui è narrata la scoperta di spazi e di diverse civiltà; oggi sono le decine di milioni di brochure, cartine o promozioni pubblicitarie e le concentrazioni estive sulle spiagge che testimoniano la vasta diffusione del turismo quale fenomeno sociale: il turismo ha conquistato una posizione economica, sociale e politica senza eguali. Qualunque sia la definizione che s’intende dare al turismo, occorre prima di tutto prendere coscienza del fatto che al 2010 sono oltre 860 milioni le persone che sono partite per le vacanze, con un consumo pari a 75,9 miliardi di euro 4 : i turisti sono di anno in anno sempre più numerosi, malgrado la crisi petrolifera scoppiata nel 1973 e la recessione economica, che ha colpito proprio le regioni dei paesi più industrializzati, dai quali, però, partono il maggior numero di turisti. Il turismo ha quindi attivato un movimento di persone con motivazioni e bisogni diversi, incoraggiando forme alternative di turismo, che tenessero in considerazione i valori naturali, sociali e comunitari, collegandoli con le esigenze dei nuovi target di turisti: nasce il turismo culturale, il turismo archeologico e il turismo agroalimentare, per citarne alcuni. Queste grandi aree al loro interno propongono degli itinerari che riescono a soddisfare le esigenze particolari di certi turisti che, con delle passioni ben precise, desiderano incentrare la loro vacanza sull’approfondimento del loro interesse. Tra le forme di turismo specializzato emerge in modo preponderante il turismo sportivo, settore in forte crescita: infatti viaggia da un decennio a ritmi di crescita superiori del 10% annuo, con punte del 15% 5 . I numeri testimoniano l’enorme potenziale di questo mercato, di cui bisogna procedere all’identificazione dei nuovi target non ancora soddisfatti dalle ampie possibilità di fare turismo offerte dai vari attori dell’universo turistico: è proprio dalla formazione di nuovi segmenti di turisti che prende spunto questa tesi. 1 Soprattutto il turismo leisure. 2 Progettazione e gestione di servizi turistici , Jean Pierre Lozato – Giotart,. 3 Praticato da tutti, indipendentemente dal reddito, dalla classe sociale, dall’età e dal sesso. 4 Fonte: Rapporto Unioncamere – Isnart presentati nel corso della Giornata dell’Economia, Roma. 5 Fonte: ISTAT 2009

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