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Value proposition e innovazione. Il caso Apple

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Greco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Lorenzo Zanni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

Nel primo capitolo ho analizzato il contesto aziendale e lo stile manageriale più propizi per la nascita di innovazioni e ho cercato di offrire una visione d’insieme sul tema, analizzando rischi e possibili soluzioni agli stessi. Mi sono poi soffermata sulle innovazioni di prodotto, su come queste possano portare un’azienda a differenziarsi dai concorrenti; sulle imprese pioniere e sui secondi entranti e sui relativi rischi e problemi. Ho cercato di esaminare le situazioni di mercato all’entrata di entrambi i soggetti, come le prime possono conservare il vantaggio posseduto e come i secondi possono introdurre sul mercato i propri prodotti riducendo il più possibile il vantaggio dei pionieri, e le condizioni che determinano l’accettazione dell’innovazione da parte del mercato. Il passo successivo è stato individuare le diverse forme di innovazione di prodotto. Lo step finale è stato esaminare le diverse milestones, le diverse fasi che portano ad un’innovazione di prodotto, dall’individuazione del nuovo prodotto al suo lancio commerciale.
Nel secondo capitolo ho, inizialmente, cercato di fornire gli aspetti definitori di una tematica tanto attuale, come quella del Business model, costituiti da definizione e funzioni dello stesso. In seguito ho voluto fornire alcuni cenni storici per mettere in evidenza le fasi dello sviluppo della letteratura su tale argomento. Sono poi passata ad analizzare la relazione tra Business model e innovazione, sottolineando quanto le due aree tematiche siano strettamente connesse tra loro. Attraverso il Business Model Canvas, ho indagato sugli elementi che costituiscono un Business model, analizzandoli poi uno per volta, ad eccezione della Value proposition a cui ho dedicato un paragrafo a sé. L’ultimo studio sul Business model ha mirato ad individuare i punti di contatto tra lo stesso e la strategia, posti in evidenza dalla letteratura. Sono così arrivata a trattare della Value proposition, scrivendo del suo significato, degli elementi, individuati da Osterwalder e Pigneur, che possono contribuire alla creazione di valore per i clienti, e il ruolo fondamentale che l’ICT ha svolto nel rendere più efficace ed efficiente la stessa creazione e consegna di valore. Ho poi concluso tale argomento considerando il ruolo che la Value proposition svolge anche in tema di reclutamento. Infine, mi sono concentrata sulla Customer relationship mangement, come una delle leve attraverso cui creare valore per i clienti: partendo dalla definizione dello scopo, sono giunta ad enunciare le caratteristiche strutturali e le condizioni necessarie per una Customer relationship efficace e come quest’ultima sia fortemente subordinata alla strategia e al sistema di Information technology.
Il terzo capitolo è interamente dedicato al caso Apple, leader mondiale nel settore informatico. Dopo qualche cenno storico necessario per introdurre l’azienda, ho focalizzato l’attenzione sul ruolo strategico dell’innovazione in Apple: innovazione non solo della tecnologia, ma anche del design, affinché possa essere più piacevole e accessibile l’uso dei nuovi prodotti. Ho ritenuto importante sottolineare spesso il ruolo svolto da Steve Jobs nel portare all’apice del successo l’azienda, poiché è chiaro a tutti che, senza “l’uomo che ha cambiato il mondo”, Apple non sarebbe esistita. Ho voluto evidenziare come i suoi prodotti rispondessero, innanzitutto, ai suoi bisogni; come sia riuscito a far innamorare la gente dei suoi prodotti; come abbia reso la vita di tutti più semplice; come sia sempre riuscito a trasmettere perfettamente la sua idea del nuovo prodotto del momento. Ho esaminato le principali innovazioni introdotte da Apple, come il supporto software del prodotto, lo sviluppo parallelo di software e hardware e l’ottimizzazione del primo sul secondo. D’obbligo è stato concentrarsi sul concetto di user friendly, di semplicità, di intuitività, e di perfezionismo e attenzione ai dettagli, che hanno reso i prodotti e le esperienze Apple i più semplici, lineari e perfetti di tutti i tempi. La tappa successiva è stata capire come l’azienda creasse valore per i clienti, attraverso la descrizione dei processi che hanno portato alla creazione dei prodotti più conosciuti al mondo e di quanto i clienti stessi siano disposti a spendere per un prodotto Apple. Infine, non ho potuto non dedicare spazio allo stile di comunicazione di Steve Jobs: ho messo in luce come le sue presentazioni fossero essenziali ma assolutamente efficaci, come fossero costantemente dominate da colpi di scena geniali, in grado di portare milioni di persone ad acquistare il suo prodotto in solo 24 ore; come i suoi Apple Store siano un’esperienza unica nel mercato e rispondano sempre al principio della semplicità e della perfezione. Tutto questo «perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero» (Mahatma Gandhi, spot Apple).

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4 Introduzione Con questo lavoro mi sono voluta concentrare su due dei fattori che permettono alle imprese di ottenere un certo vantaggio competitivo: l’innovazione e il Business model e la Value proposition. Nel primo capitolo ho innanzitutto analizzato il contesto aziendale e lo stile manageriale più propizi per la nascita di innovazioni e ho cercato di offrire una visione d’insieme sul tema, analizzando rischi e possibili soluzioni agli stessi. Mi sono poi soffermata sulle innovazioni di prodotto, su come queste possano portare un’azienda a differenziarsi dai concorrenti; sulle imprese pioniere e sui secondi entranti e sui relativi rischi e problemi. Ho cercato di esaminare le situazioni di mercato all’entrata di entrambi i soggetti, come le prime possono conservare il vantaggio posseduto e come i secondi possono introdurre sul mercato i propri prodotti riducendo il più possibile il vantaggio dei pionieri, e le condizioni che determinano l’accettazione dell’innovazione da parte del mercato. Il passo successivo è stato individuare le diverse forme di innovazione di prodotto: attraverso Lambin, Del Vecchio e Puccini, Henderson e Clark è stato possibile classificare numerosi tipi di innovazione tutti connessi tra loro, che hanno permesso di fare luce su un contesto tanto ampio, ricordando l’importanza del contesto sociale in cui i nuovi prodotti vengono lanciati. Lo step finale è stato esaminare le diverse milestones, le diverse fasi che portano ad un’innovazione di prodotto, dall’individuazione del nuovo prodotto al suo lancio commerciale. Nel secondo capitolo ho, inizialmente, cercato di fornire gli aspetti definitori di una tematica tanto attuale, come quella del Business model, costituiti da definizione e funzioni dello stesso. In seguito ho voluto fornire alcuni cenni storici per mettere in evidenza le fasi dello sviluppo della letteratura su tale argomento. Sono poi passata ad analizzare la relazione tra Business model e innovazione, sottolineando quanto le due aree tematiche siano strettamente connesse tra loro. Attraverso il Business Model Canvas, ho indagato sugli elementi che costituiscono un Business model, analizzandoli poi uno per volta, ad eccezione della Value proposition a cui ho dedicato un paragrafo a sé. L’ultimo studio sul Business model ha mirato ad individuare i punti di contatto tra lo stesso e la strategia, posti in evidenza dalla letteratura. Sono così arrivata a trattare della Value proposition, scrivendo del suo significato, degli elementi, individuati da Osterwalder e Pigneur, che possono contribuire alla creazione di valore per i clienti, e il ruolo fondamentale che l’ICT ha svolto nel rendere più efficace ed efficiente la stessa creazione e consegna di valore. Ho poi

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