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I Pocessi di sviluppo dell'identità: Il passaggio dall'adolescenza all'età adulta

L’identità è un concetto controverso e non esiste consenso sui fenomeni ai quali tale termine viene riferito. All’interno della psicologia le definizioni di identità che vengono utilizzate sono piuttosto numerose e ognuna di esse è collegata ad una propria operazionalizzazione.
Come viene definita l’identità nei dizionari filosofici e psicologici?
Il significato di identità nei dizionari filosofici può, ad esempio, essere reperita nella discussione sull’uso del concetto di identità in sociologia che intraprende Laeyendecker (1974). Secondo questo autore, due diverse concezioni di identità vengono sottolineate in questi dizionari:
1) caratteristica particolare distintivo di un soggetto;
2) ciò che rimane identico, nonostante i cambiamenti.
Questi due significati sono collegati e possono stare insieme. Ad esempio, un individuo può tentare di acquisire una chiara identità (per se stesso e per gli altri) e, contemporaneamente, può tentare di mantenere la propria identità nonostante la crescita ed il cambiamento.
Galimberti (1999) definisce l’identità in psicologia come l’identità personale, ossia il senso del proprio essere continuo attraverso il tempo e distinto, come entità, da tutte le altre. Inoltre, l’autore parla di identità conscia, ovvero come riflessione che il soggetto fa sulla propria continuità temporale e sulla sua differenza dagli altri, e identità inconscia dove non c’è distinzione psichica tra sé e l’oggetto esterno. C.G. Jung (1921) scrive in proposito:

“…nella partecipazione mistica dei primitivi, nello stato mentale della prima infanzia e nell’inconscio dell’uomo civilizzato e adulto l’identità consiste innanzitutto in un’uguaglianza inconscia con oggetti. Essa non è equiparazione, un’identificazione, ma un’uguaglianza data a priori che non è mai rientrata nell’ambito della coscienza. Sull’identità si basa l’ingenuo pregiudizio che la psicologia dell’uno sia uguale a quella dell’altro, che dappertutto valgano gli stessi motivi, che ciò che piace a me debba ovviamente piacere anche agli altri, che ciò che è immorale per me debba esserlo anche per gli altri. L’identità si rileva in modo particolarmente perspicuo in casi patologici, per esempio nel delirio paranoico di riferimento nel quale viene presupposta come osa ovvia negli altri l’esistenza del proprio contenuto soggettivo ”.

Queste definizioni tratte dai dizionari implicano una sorta di bilancio dinamico tra similarità e cambiamento, ed in questo senso “l’identità” viene spesso descritta come la condizione di essere sempre se stessi e come la condizione di continuità.
Esiste un altro binomio per cui gli individui possono essere identificati: oggettività/soggettività.
Gli individui identificati in modo oggettivo da una serie di informazioni, come caratteristiche fisiche, nome, data di nascita, descrizioni biografiche, quoziente di intelligenza (QI), atteggiamenti, bisogni, tratti di personalità, etc. Tutto ciò può essere descritto come “identità oggettiva” di una persona. “L’identità soggettiva” invece rappresenta ciò che viene esperito dell’identità oggettiva, come ad esempio avere la consapevolezza di tali caratteristiche, e di essere comunque continuamente una e la stessa persona, differenziata dalle altre. (Van der Werff, 1985).
Nella costruzione dell’identità un altro fattore importante è il contesto. Infatti, è proprio grazie alla negoziazione tra il contesto e la persona che si possono definire quali sono gli indicatori, oggettivi e soggettivi, importanti. In molte circostanze questo processo di negoziazione avviene implicitamente, mentre in altre situazioni – lavoro, relazioni personali – può avvenire in maniera consapevole, dove il contesto e la persona provano a raggiungere un accordo sugli indicatori rilevanti.
L’identità, quindi, non si riferisce ad un insieme di caratteristiche stabili, ma ad indicatori la cui rilevanza dipende da specifiche relazioni persona-contesto. In altre parole, rispetto all’identità, la persona ed il contesto si definiscono vicendevolmente l’un l’altro. Si potrebbe dire: cercare di raggiungere l’identità nel senso di uguaglianza, di adattamento persona-contesto, come equilibrio dinamico tra l’essere sempre gli stessi ed il cambiamento, e tra la prospettiva soggettiva ed oggettiva (Aleni Sestito, 2004).

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1. Prospettive sull’identità “E così, conferendo al nulla un potere semantico che si irradia a distanza fino a significare qualsiasi cosa,la moda risolve a buon prezzo problemi di identità che pongono fine all'angosciante interrogativo:«Chi sono?».” Umberto Galimberti 1.1 Introduzione L’identità è un concetto controverso e non esiste consenso sui fenomeni ai quali tale termine viene riferito. All’interno della psicologia le definizioni di identità che vengono utilizzate sono piuttosto numerose e ognuna di esse è collegata ad una propria operazionalizzazione. Come viene definita l’identità nei dizionari filosofici e psicologici? Il significato di identità nei dizionari filosofici può, ad esempio, essere reperita nella discussione sull’uso del concetto di identità in sociologia che intraprende Laeyendecker (1974). Secondo questo autore, due diverse concezioni di identità vengono sottolineate in questi dizionari: 1) caratteristica particolare distintivo di un soggetto; 2) ciò che rimane identico, nonostante i cambiamenti. Questi due significati sono collegati e possono stare insieme. Ad esempio, un individuo può tentare di acquisire una chiara identità (per se stesso e per gli altri) e, contemporaneamente, può tentare di mantenere la propria identità nonostante la crescita ed il cambiamento. Galimberti (1999) definisce l’identità in psicologia come l’identità personale, ossia il senso del proprio essere continuo attraverso il tempo e distinto, come entità, da tutte le altre. Inoltre, l’autore parla di identità conscia, ovvero come riflessione che il soggetto fa sulla propria continuità temporale e sulla sua 3

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Informazioni tesi

  Autore: Mario Smaldone
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Laura Aleni Sestito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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