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Modalità di approccio metodologico allo studio dell'efficacia e della sicurezza salutistica di oli essenziali.

La presente tesi ha avuto come oggetto di studio quattro oli essenziali di fonti vegetali provenienti dall’Ecuador amazzonico.
* Curcuma longa (Zingiberaceae): essenza di Curcuma dalle radici e dal rizoma;
* Cymbopogon citratus (Graminaceae): essenza di Citronella dalle foglie e dalle sommità fiorite;
* Ocimum micranthum (Lamiaceae): essenza di Basilico amazzonico dalle foglie e sommità fiorite;
* Zingiber officinalis (Zingiberaceae): essenza di Zenzero dalle radici;
oltre all’olio commerciale di timo (Thymus vulgaris, chemotipo limonene) preso come riferimento funzionale per le note attività biologiche.
Al fine di valutarne l'efficacia e la sicurezza salutistica, gli oli in esame sono stati caratterizzati fitochimicamente mediante gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa; è stata determinata inoltre l'attività biologica degli stessi sia in termini di attività antiossidante (DPPH test, ABTS test), sia in termini di attività antimicrobica (MIC disk-diffusion, TLC bioautography assay, disk-diffusion su spazio di testa).

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- 5 - 1.1 LE PIANTE OFFICINALI Le piante sono da sempre viatico e fonte di salute per l'uomo e ancor oggi non hanno perso questa caratterizzazione. I farmaci naturali sono infatti alla base di circa il 25% di tutte le prescrizioni mediche nei Paesi industrializzati e dell'80% in quelli in via di sviluppo. L'evoluzione delle conoscenze dell'uomo sui rimedi terapeutici di origine naturale è stata graduale e parallela all’evoluzione della propria storia. Ogni civiltà ha sviluppato conoscenze, riti, credenze connesse con l'impiego di vegetali nell'alimentazione e nella cura di malattie dell'uomo. La definizione di pianta medicinale data dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1980, nella riunione di Tien-Tsin in Cina, è la seguente: "¨ pianta medicinale ogni vegetale che contiene, in uno o piø dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi, o che sono i precursori di emisintesi chemiofarmaceutiche"; per parte impiegata, invece, si intende quella parte di pianta che viene raccolta o utilizzata per trarne droghe o principi attivi. L’OMS ha prodotto una lista con 21.000 nomi di specie vegetali (tra cui molti sinonimi) che sono state indicate in varie parti del mondo come piante medicinali, ma che solo in minima parte sono state studiate in modo serio e su basi rigorosamente scientifiche. Si ritiene infatti che delle circa 400.000 specie di piante superiori solo il 10% sia stato valutato dal punto di vista fitochimico e, per estensione, terapeutico. L'interesse rivolto alle piante come fonte di medicamento è legato alla produzione di molecole biologicamente attive, la maggior parte delle quali si è evoluta come difesa chimica della pianta contro le infezioni da parassiti e la predazione da erbivori. Molte delle piante aromatiche e medicinali sinora piø studiate sono localizzate nelle zone temperate, ma migliaia di altre, sconosciute o conosciute solo localmente, sono probabilmente presenti nelle aree tropicali e subtropicali, principalmente nei Paesi in via di sviluppo e rappresentano quindi anche un’interessante opportunità di crescita socioeconomica per queste popolazioni.

Laurea liv.I

Facoltà: Farmacia

Autore: Claudia Ferrari Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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