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Educare attraverso il movimento e la danza

La mia tesi riguarda l'educazione attraverso il movimento. Si parte da un excursus sulla storia del corpo fino ad arrivare all'insegnamento attraverso il movimento e all'efficacia dello sport nella fuoriuscita dalla devianza e dalla criminalità.
Il primo capitolo fa riferimento all’educazione del corpo nella cultura occidentale, dall’età classica a quella contemporanea; di seguito sono evidenziate le competenze dell’educatore nel comunicare col corpo, i disagi delle identità corporee che oggi giorno sono sempre più frequenti nei giovani e c’è un accenno a quanto lo sport sia importante per il benessere psicofisico.
Il secondo capitolo fa riferimento al concetto di benessere, allo sport considerato da un punto di vista educativo, costituito dalle stesse regole del gioco; inoltre si esalta l’efficacia dello sport come mezzo di inclusione sociale e di lotta alla criminalità.
Il terzo capitolo è tutto improntato sul tema della danza educativa, attraverso la quale si impartiscono ai ragazzi le giuste regole che, oltre a facilitare l’esecuzione di questo sport, devono essere adottate anche negli altri settori di vita . Così il beneficio trasmesso dalla danza migliora il rapporto con se stessi e di conseguenza la capacità di affrontare i rapporti con gli altri, di sviluppare i valori dell’amicizia, della solidarietà, della tolleranza.

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4 INTRODUZIONE Il corpo considerato dal punto di vista della salute, del movimento, dell’espressività e di altri ambiti legati alla mente che è parte del corpo stesso (il fare, il pensare), esprime una complessità storica, antropologica e perciò educativa. I nostri corpi non sono solo esteriorità, sono corpi vissuti carichi delle nostre esperienze, dei nostri desideri, del modo in cui ci sentiamo. Corpi pensati e corpi vissuti diventano forme e linguaggi dell’educazione. In ambito didattico la fusione di emozioni e corpo risulta un indicatore nei diversi tipi di relazione ( per esempio figli-genitori, insegnanti-alunni, allenatore-allievo) nelle quali spesso è sottostimato il potere che la comunicazione non verbale possiede. Così un distacco fisico e uno sguardo distante possono trasmettere rifiuto, critica, disapprovazione influenzando le interazioni non verbali in modo da indurre l’altro alla fuga e all’evitamento. Mentre un atteggiamento empatico nei confronti dell’altro può trasmettere un senso di fiducia nell’interlocutore aiutandolo a sviluppare un’immagine positiva di sé e a costruirsi uno spazio interiore di sicurezza. Salute, movimento, sport oppure star bene e sentirsi bene, ancora divertirsi e conoscersi meglio provandosi, per vedere se si riesce a migliorare, queste e altre dimensioni delle crescite vanno incoraggiate; esse richiedono scelte educative coerenti. L’analisi pedagogica riguarda quanta e quale educazione passa, il come e il perché strutture sociali, forme organizzative, agiti corporei, inducono idee e pratiche inerenti al corpo e all’immagine di sé, soprattutto lo star bene con se stessi e con gli altri; questi aspetti vengono considerati in quest’ elaborato in riferimento al movimento, allo sport, alla cura dell’altro. Il primo capitolo fa riferimento all’educazione del corpo nella cultura occidentale, dall’età classica a quella contemporanea; di seguito sono evidenziate le competenze dell’educatore nel comunicare col corpo, i disagi delle identità corporee che oggi giorno sono sempre più frequenti nei giovani e c’è un accenno a quanto lo sport sia importante per il benessere psicofisico.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Rossana Nappo Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.