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Effetto di due diversi trattamenti farmacologici sull'alterazione della vescica in un modello animale di Sindrome Metabolica

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Bloise
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Biologiche
  Relatore: Annarosa Arcangeli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

La sindrome metabolica (SM) rappresenta una categoria diagnostica costituita da un gruppo di alterazioni metaboliche associate ad un aumentato rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e metaboliche. Recenti studi hanno dimostrato la stretta correlazione tra SM e comorbilità età-dipendenti come ipogonadismo/disfunzione erettile, iperplasia prostatica benigna/sintomi del basso tratto urinario (LUTS) ma non chiarendone perfettamente i meccanismi patogenetici.
Essendo i LUTS la manifestazione clinica e sintomatologica delle alterazioni della prostata, e al fine di chiarire i meccanismi patogenetici tra SM e ipogonadismo, lo scopo di questa tesi è stato quello di valutare nel modello animale di SM la presenza di alterazioni morfo-strutturali e funzionali della vescica e di studiare se i due trattamenti, Testosterone ed INT-747 (derivato degli acidi biliari, antagonista del recettore FXR), fossero in grado di contrastare l’insorgenza di tali eventuali alterazioni.
Questo lavoro dimostra, per la prima volta, la presenza di alterazioni della vescica quali fibrosi, ipossia e iperattività della via di RhoA/ROCK, in un modello animale di SM. Inoltre, lo studio dimostra che sia il testosterone che l’INT-747, sono in grado di antagonizzare nella vescica lo sviluppo di queste alterazioni. Questo studio dimostra anche, che l’infiammazione unita ad ipossia e fibrosi, oltre ad essere presente nella prostata di conigli con SM, come dimostrato in studi precedenti, è presente anche nella vescica. In conclusione, i nostri dati dimostrano che nel modello animale di SM, una dieta ricca di grassi è in grado di indurre alterazioni non solo a livello della prostata ma anche della vescica. Il trattamento con due differenti steroidi, come il T o l’INT-747, contrasta l’insorgenza di queste alterazioni, probabilmente in maniera diretta attraverso l’attivazione dei loro rispettivi recettori, androgenico e FXR, altamente espressi nella vescica. Fra i due trattamenti, l’INT-747 ha dimostrato avere maggiori effetti sull’iperattività della via RhoA/ROCK osservata nei conigli HFD, aprendo cosi nuove prospettive terapeutiche per l’utilizzo di questo farmaco.

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1 1. INTRODUZIONE 1.1. SINDROME METABOLICA La sindrome metabolica (SM) rappresenta una categoria diagnostica costituita da un gruppo di alterazioni metaboliche associate ad un aumentato rischio di sviluppare patologie cardiovascolari (PCV) e metaboliche (Grundy, 2007). Negli ultimi anni è stata messa in evidenza una associazione tra insulino- resistenza (IR), SM e ipogonadismo maschile sia nei soggetti con (Corona et al., 2006; Traish et al., 2009) che senza disfunzione erettile (DE; Svartberg et al., 2004; Maggi et al., 2007; Maggi, 2008). Sia la DE che l’ipogonadismo sono stati considerati possibili segni precoci di PCV e SM (Montorsi et al., 2003; Corona et al., 2008) e l’IR è stata proposta come il possibile elemento patogenetico comune sotteso a tali condizioni. La presenza di DE è considerata un importante segno clinico predittivo per una patologia coronarica silente nella popolazione diabetica, indipendentemente dal controllo glicometabolico e dalla severità della DE (Gazzaruso et al., 2004). E’ stato dimostrato, infatti, che i valori di velocità di picco sistolico misurati campionando le arterie cavernose del pene in condizioni di flaccidità rappresentino un buon indice per predire la presenza di una patologia coronarica silente nella popolazione diabetica, mostrando un’accuratezza dell’80% (Corona et al., 2008). Il meccanismo fisiopatologico alla base dell’associazione tra DE e patologia coronarica silente risiede nel fatto che le arterie cavernose peniene, di piccolo calibro, raggiungono livelli di stenosi critica, associati ad ipoafflusso ematico relativo, più precocemente rispetto a vasi di calibro maggiore, anticipando di circa tre anni l’insorgenza di eventi cardiovascolari importanti (Montorsi et al., 2006). Inoltre anche l’ipogonadismo,

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