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Infermiere di famiglia: prospettive di integrazione e di sviluppo nel nuovo modello in rete dell’assistenza sanitaria territoriale

Il miglioramento della salute rappresenta un obiettivo per tutti i paesi del mondo e, rispetto a fasi di sviluppo precedenti, si riscontra, nei sistemi sanitari pubblici dei paesi occidentali, una significativa attenzione verso i servizi territoriali, inclusa l’assistenza domiciliare e di comunità. Fu Florence Nightingale che, concentrando la sua attenzione sul concetto d’ambiente, diede il primo importante contributo della disciplina infermieristica al miglioramento della salute pubblica. L’assistenza territoriale è certamente un ambito di particolare sviluppo ed impegno per l’attività infermieristica, in sinergia con la politica “salute per tutti” entro l’anno 20001, perseguita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel cui ambito assume un ruolo di cruciale importanza la nuova figura professionale dell’ Infermiere di Famiglia. E’ un professionista della salute che opera sul territorio, il quale, grazie alla preparazione di base ed ad una formazione specifica; progetta, attua e valuta interventi di promozione, prevenzione, tutela, riabilitazione, educazione e formazione per il mantenimento ed il miglioramento della salute delle persone, quindi della collettività.L’infermiere di famiglia, è chiamato ad offrire un contributo nel perseguire gli obiettivi volti a promuovere e a conservare la salute della popolazione lungo tutto l’arco della vita (La gravidanza e il periodo perinatale, l’infanzia e l’adolescenza, le problematiche dell’età adulta, le situazioni di malattia, l’assistenza geriatrica, etc.). Ricopre un ruolo polivalente, individuando precocemente l’insorgenza di problemi di salute garantendo la cura sin dal loro insorgere, elaborando strategie di mantenimento e/o miglioramento del benessere fisico e psico-sociale, aiutando ad evitare o ad adattarsi alle sollecitazioni, alle minacce per la salute. Inoltre facilita le dimissioni precoci e protette degli assistiti, riducendo cosi, i costi di degenza, assicurando l’assistenza infermieristica domiciliare, permettendo il reinserimento tempestivo dell’individuo nel proprio contesto familiare e abitativo.Il nucleo familiare/sociale diventa lo scenario di attuazione degli interventi assistenziali, in cui infermiere e famiglia sono partner nel processo di cura.

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10 Introduzione Il miglioramento della salute rappresenta un obiettivo per tutti i paesi del mondo e, rispetto a fasi di sviluppo precedenti, si riscontra, nei sistemi sanitari pubblici dei paesi occidentali, una significativa attenzione verso i servizi territoriali, inclusa l’assistenza domiciliare e di comunità. Fu Florence Nightingale che, concentrando la sua attenzione sul concetto d’ambiente, diede il primo importante contributo della disciplina infermieristica al miglioramento della salute pubblica. L’assistenza territoriale è certamente un ambito di particolare sviluppo ed impegno per l’attività infermieristica, in sinergia con la politica “salute per tutti” entro l’anno 2000 1 , perseguita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel cui ambito assume un ruolo di cruciale importanza la nuova figura professionale dell’ Infermiere di Famiglia. E’ un professionista della salute che opera sul territorio, il quale, grazie alla preparazione di base ed ad una formazione specifica; progetta, attua e valuta interventi di promozione, prevenzione, tutela, riabilitazione, educazione e formazione per il mantenimento ed il miglioramento della salute delle persone, quindi della collettività. Il concetto di tutela della salute pubblica è stato indicato dall’OMS come “la scienza e l’arte che permette di prevenire le malattie, prolungare la vita e promuovere la salute mentale e fisica ed il buono utilizzo delle risorse attraverso gli sforzi collettivi organizzativi. Si può considerare che la salute pubblica sia costituita dalle strutture e dai processi che permettono di comprendere, di preservare e di favorire la salute delle popolazioni grazie agli sforzi organizzativi della società” 2 . Questo implica la messa in opera da parte dei vari professionisti della salute di attività multidisciplinari, con la necessità continua di 1 Documento adottato dal Comitato regionale dell’OMS per l’Europa nella sua quarantottesima sessione, Copenaghen, Settembre 1998 2 Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della sanità, “Health 21: the ealth for all policy for the WHO European Region”, Copenaghen, 1999

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Veronica Sciscione Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.