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Il mobbing nella Pubblica Amministrazione: un'indagine esplorativa all'interno di un Ente Locale

Nel presente lavoro si cercherà di fornire una panoramica il più esaustiva possibile sul fenomeno del mobbing, inquadrando il problema specialmente dal lato della Pubblica Amministrazione. Gli studi sulla cultura aziendale e i rapporti interpersonali che si vengono a creare al suo interno, evidenziano come il clima dentro un’organizzazione abbia una chiara connessione con la presenza di azioni mobbizzanti (Depolo, Mobbing: quando la prevenzione è intervento, 2003). Appunto nella Pubblica Amministrazione, si registrano molte peculiarità riguardanti l’organizzazione del lavoro che debbono essere individuate e analizzate, in quanto potenziali sorgenti di forme di mobbing. Ege (I numeri del Mobbing. La prima ricerca italiana, 1998), ad esempio, ha identificato un numero elevato di vittime di mobbing nella PA dovuto alla presenza di favoritismi (politici e non) e quindi alla conseguente tendenza a voler danneggiare chi fa parte di una minoranza. Anche gli aspetti monotoni, ripetitivi, noiosi (e che quindi richiedono poca attenzione/attivazione psicosociale) del lavoro, uniti alla bassa tensione per il risultato, sembrano essere una caratteristica facilitante l’emergere di comportamenti mobbizzanti (Agervold, Bullying at work: A discussion of definitions and prevalence, based on an empirical study. Scandinavian Journal of Psychology, 48:161–172, 2007). Agervold sostiene inoltre che anche la staticità nell’organizzazione del lavoro e la paura di una ristrutturazione profonda siano altri due fattori facilitanti fondamentali. Proprio queste a ben vedere rispecchiano spesso le caratteristiche distintive di molti impieghi all’interno delle istituzioni pubbliche: il lavoro è quotidianamente sempre lo stesso per anni, non difficile da portare a termine e con ritmi mentali sempre uguali; il seme del mobbing germoglia quindi qui con più semplicità e con forme che molto spesso si differenziano assumendo connotati specifici.

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8 INTRODUZIONE Il lavoro è sicuramente uno degli ambiti piø importanti dell’esistenza, non soltanto per la quantità di tempo che gli viene dedicato, ma anche perchØ, spesso, quello che succede durante l’orario lavorativo condiziona anche il resto della nostra vita psico-sociale. Negli ultimi tempi si è assistito a un aumento di interesse nei confronti del benessere organizzativo, e di conseguenza dunque, anche dei comportamenti negativi messi in atto sul luogo di lavoro, proprio per questo motivo: ci si è, infatti, resi conto di quanto la qualità del tempo vissuto negli ambienti lavorativi, e quindi le gratificazioni oppure le insoddisfazioni che vi si sperimentano, possano influenzare le nostre gioie, così come, al contrario, incrementare la frustrazione (Favretto, Lo stress nelle organizzazioni, 1994). Le conseguenze per il lavoratore vanno, infatti, dal danno biologico a quello morale (Mikkelsen e Einarsen, Relationship between exposure to bullying at work and psychological and psychosomatic health complaints: The role of state negative affectivity and generalized self-efficacy. Scandinavian Journal of Psychology, 43 (5), 397- 405, 2002), fino ai problemi nella vita familiare. Anche l’azienda e la collettività non sono immuni da danni sia a livello economico che sull’ambiente lavorativo/sociale (Vartia, The sources of Bullying: psychological work environment and organizational climate. European Journal of Work and Organizational Psychology, 5 (2), 203-214, 1996; Leymann, 1996). Si inseriscono in questo discorso tutti i recenti studi psicologici che, anche a seguito di un crescente focus su determinati episodi da parte dei media, hanno cercato di indagare le motivazioni, la tipologia, le

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: David Governatori Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1124 click dal 05/06/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.