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L' antigiudaismo teologico de ''La Civiltà Cattolica''

Informazioni tesi

  Autore: Camilla Mele Daste
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Facoltà di Teologia di Lugano, Canton Ticino - CH
  Facoltà: Teologia
  Corso: Storia della Teologia
  Relatore: Azzolino Chiappini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 323

Il 6 aprile 1850 a Napoli fu pubblicato il primo quaderno della Civiltà Cattolica in un’atmosfera di entusiasmi reazionari. La rivista si collegava infatti alla politica intransigente di Pio IX verso il movimento risorgimentale italiano ed, insieme, alla difesa dei principi politici e religiosi scossi dall’anticlericalismo del tempo...Il titolo, "La Civiltà Cattolica", scelto per la rivista, ha perso oggi la connotazione con cui si è presentata al primo numero. L’articolo "La", nella metà dell’Ottocento serviva a sottolineare che la vera civiltà non era quella nata dalla Rivoluzione francese, ma quella che poggiava sui sacri principi di autorità religiosa. Il ritorno ad essa implicava il riconoscimento dell’autorità del Papa e la restituzione dello Stato pontificio, obiettivo primario del Collegio degli scrittori.
...
In realtà la scelta dell’intransigentismo nei confronti dello Stato italiano da parte della Santa Sede e di riflesso anche da parte della Civiltà Cattolica, non poteva essere se non quella. La formazione dello Stato pontificio e del potere temporale dei Papi poggiava su uno pseudo principio teologico che li voleva come voluti espressamente da Dio. Per secoli, a partire dall’editto di Costantino, la graduale affermazione delle gerarchie ecclesiastiche nei gangli dell’Impero e la costituzione incontrastata della societas christiana nel periodo medioevale, venivano interpretate come opera diretta della provvidenza divina. Per Pio IX modificare la mappa politica dell’Italia appariva veramente un’impresa impossibile perchè contraria ai disegni della provvidenza, ed era sinceramente convinto che il tentativo di arrivare all’unità della penisola l’avrebbe portata alla distruzione, come avviene per tutte le imprese che vanno contro la volontà dell’Onnipotente. La sua rinuncia allo Stato pontificio sarebbe equivalsa pertanto ad un sacrilegio di cui lui avrebbe dovuto rendere conto davanti a Dio.
La Santa Sede era perfettamente consapevole che i moti rivoluzionari del 1848 in Italia avrebbero creato nei vari stati italiani una forte corrente popolare diretta all’unità della penisola sotto il dominio sabaudo. Per impedirla, si fece ricorso ad un'intensa pressione diplomatica sulla Francia e messi in atto anche chiari tentativi di fare leva sul sentimento religioso di Carlo Alberto.
La lettera datata 13 giugno 1848 che Pio IX fece recapitare a Carlo Alberto, considerata “profetica” dallo stesso Papa alla luce degli anni 1859 e 1860, testimonia sia la coscienza che si aveva in Vaticano della direzione che avrebbero preso gli eventi dopo il 1848, che l’impossibilità morale della Santa Sede di accettarli. Alla luce del concetto di sacralità dello Stato pontificio, la richiesta della Santa Sede a Carlo Alberto di rifiutare la responsabilità di unificare la penisola, non va considerata come ingenuità politica da parte del Vaticano, ma va vista alla stregua dell’extrema ratio, come appello alla coerenza rivolto ad un re cattolico, considerato, perciò, in linea di principio, doverosamente ossequiente alla voce del Vicario di Cristo in terra.
"Maestà
Li affari d'Italia si vanno complicando, ed io mi credo in dovere di fare una parola a V. M.
Vi è un partito che fatica incessantemente, per ridurre Una l' Italia...

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Premessa La ricerca di documenti nella Civiltà Cattolica è ostacolata dal duplice si- stema di indicazione usato, per serie e per anno. Dall’anno 1850 al 1905 la collezione dei fascicoli quindicinali è divisa non in annate, ma in 18 serie, ognuna di durata triennale, comprendente 12 volumi ciascuna, e il dorso dei volumi presenta il numero di serie e non l'annata. La numerazione dei quaderni inizia nel febbraio 1862 con il fascicolo 287. Dal 1903 il numero della serie è omesso, resta la numerazione dei fascicoli e l’indicazione dell’annata di 4 volumi ciascuna. Fino al 1903, dunque, 6 fascicoli costituiscono un volume, 4 volumi un’annata, 3 annate una serie, che risulta quindi di 72 fascicoli. Mancando fino al 1903 l’indicazione dell’anno, un qualsiasi articolo viene individuato dalla serie, dal numero di volume tra i suoi dodici e dalla pagina. Ma solo l’indicazione dell’anno riferito non alla serie ma al volume, ne permette il ra- pido reperimento. Le indicazioni nelle note di alcuni autori sono imprecise. Ad es., se pren- diamo nell’opera di D. Kertzer, Prigioniero del Vaticano, Pio IX e lo scontro tra la Chiesa e lo Stato italiano, 1 a titolo di esempio, la nota 19 del cap. 11, a pag. 326: «Raffaele Ballerini, Una nuova confessione del liberalismo, “La Civiltà Cat- tolica”», I, 1878, pp. 149-60», occorre individuare a quale serie corrisponde il 1878. Anche R. Taradel-B.Raggi, 2 ad esempio nella nota, a titolo di esempio, 47 di pag. 161: «La Civiltà Cattolica, 1899, serie XVII, vol. VI, pp. 12-13», ante- pone l’anno, che non è presente invece nel dorso dei volumi. Sorge allora il dub- 1 Trad. it., Rizzoli, Milano 2005. 2 R. Taradel-B. Raggi, La segregazione amichevole, “La Civiltà Cattolica” e la questione ebraica 1850-1945, Editori Riuniti, Roma 2000.

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Parole chiave

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civilta' cattolica
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