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Nuovi orientamenti interpretativi e modelli di intervento per il Disturbo Borderline

Questo elaborato si propone di offrire al lettore, inizialmente, una sistematizzazione dell'evoluzione storica e concettuale del disturbo borderline di personalità, per poi introdursi nell'ambito più operativo delle concettualizzazioni teoriche e trattamentali relative a questa complessa entità diagnostica. Verranno presi in esame tutti i maggiori cambiamenti, le più importanti trasformazioni e le più significative modifiche a cui è andato incontro lo studio di questo disturbo nel corso della storia, facendo riferimento alle teorizzazioni delle maggiori figure di riferimento nel campo della psicologia in ambito internazionale ed entrando nel merito delle diverse forme assunte dal disturbo nel corso del tempo ed in relazione allo sviluppo delle numerose prospettive interpretative dello stesso. Verranno prese in esame le più efficaci forme di trattamento, le implicazioni teoriche sottostanti ad esse e gli studi correlati e si tenterà di dare una maggiore visibilità delle stesse con l'ausilio di un caso clinico. Verrà infine effettuata un'opera di disamina critica delle più attuali sistematizzazioni teorico/operative operate di recente dai maggiori manuali diagnostici di riferimento mettendo in risalto i pregi ed evidenziando i difetti delle diverse descrizioni, classificazioni e concettualizzazioni del disturbo.

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Introduzione Il presente lavoro cerca di proporre, inizialmente, una breve panoramica storica della genesi e dell’evoluzione del termine “borderline”, una descrizione dei correlati psicologici e comportamentali associati a codesta sindrome, con l’aiuto di ricerche ed esperimenti di respiro internazionale, nonché una riflessione sulle cause che hanno portato questo disturbo a subire una continua revisione e riclassificazione all’interno dei più importanti manuali di riferimento del mondo della psicologia clinica con inevitabili ripercussioni sui modelli di trattamento del disturbo. E’ inevitabile che, col passare del tempo, e grazie al naturale evolversi della disciplina, i costrutti relativi a teorie, modelli e tecniche di intervento, nonché quelli relativi alla pura e semplice classificazione dei disturbi, cambino e si evolvano evitando così il rischio di una fossilizzazione a vecchi parametri interpretativi ed esplicativi che renderebbero obsoleta la disciplina e gli studi correlati, ma il caso del disturbo borderline è decisamente particolare in quanto ha subito modifiche e cambiamenti sempre più radicali che lo hanno pian piano allontanato dal paradigma teorico che aveva assunto inizialmente, coinvolgendo anche i parametri interpretativi e di intervento che si ritenevano necessari per la sua individuazione e per il suo trattamento. Il termine borderline significa “limite” o “linea di confine”, e indica la principale caratteristica del disturbo: “come una persona che cammina su una linea di confine tenderà a sconfinare in due differenti territori, così il paziente affetto da Disturbo Borderline di Personalità oscilla tra normalità e follia, senza vie di mezzo” (Migone, 2008). È un disturbo caratterizzato da una profonda, costante e disturbante instabilità, percepita e sofferta sia dal paziente che dalle persone a lui vicine. L’utilizzo del termine “borderline” è un perfetto esempio sia dell’incapacità sperimentata dai clinici, sin dagli inizi degli studi inerenti questa sindrome, di assegnare un posto netto, categorizzabile, facilmente descrivibile ed individuabile, ai soggetti caratterizzati da questo stato o funzionamento di personalità, sia della umana ed universale difficoltà a muoversi all’interno di un universo non conosciuto, senza parametri 9

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Manfredi Toscano Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3163 click dal 24/10/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.