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I limiti del sistema energetico attuale e le opportunità offerte dalle energie rinnovabili: il caso KiteGen

Fin dall’alba dei tempi energia ha significato benessere, ricchezza, progresso e la scoperta di nuove risorse energetiche è sempre stata accompagnata dall’aumento della popolazione e dallo sviluppo economico. È così che nel corso dei secoli la civiltà umana ha prosperato grazie ad una sempre maggior disponibilità energetica. Per migliaia di anni l’uomo visse di caccia e raccolta di prodotti della terra, utilizzando solamente l’energia muscolare. Con la nascita dell’agricoltura e l’introduzione di nuove fonti energetiche, la popolazione crebbe velocemente. Ci sono voluti ben 18 secoli per arrivare al miliardo di abitanti (1830), e meno di due per raggiungere i 7 attuali. Qui sorge il problema: se fino al XIX secolo il sistema energetico ha avuto un andamento stabile e “sostenibile” negli ultimi 150 anni ha subito una rivoluzione senza precedenti; si è assistito ad uno sfruttamento irreversibile di quelle risorse energetiche che la Terra ha impiegato centinaia di migliaia di anni a generare. Stiamo parlando dei combustibili fossili, i quali hanno sì contribuito in maniera determinante allo sviluppo della società umana, sostenendo la maggior parte del nostro benessere materiale (mobilità, trasporti di beni e servizi e informazione); ma che, al tempo stesso, hanno arrecato danni inquantificabili al nostro pianeta. L’utilizzazione di energia basata sui combustibili fossili d’altra parte ha delle conseguenze e delle controindicazioni, non solo di carattere ambientale, come i più pensano, ma anche dal punto di vista economico e sociale. Negli ultimi decenni si è iniziato a parlare di sviluppo sostenibile per individuare a tal fine un piano di crescita economica basato proprio sul concetto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica che mettesse fine alla crescente produzione di inquinamento e rifiuti e al sempre maggior divario nella disponibilità di materie prime ed energia tra il Nord e il Sud del mondo. In altre parole, secondo quanto stabilito dal Rapporto Brundtland (1987), è necessario uno sviluppo in grado di soddisfare le esigenze del presente senza intaccare il soddisfacimento delle generazioni future. Ed è qui che entrano in gioco le fonti rinnovabili di energia, le quali si propongono come unica soluzione al problema energetico e come i soli mezzi per perseguire gli obiettivi dichiarati in ottica di sostenibilità.
Il presente lavoro si propone quindi di analizzare i difetti/limiti di un sistema energetico basato sostanzialmente sugli idrocarburi mettendo in luce, al contempo, le opportunità che scaturiscono da una transizione verso un modello “green”, di cui le fonti rinnovabili sono colonna portante.

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II INTRODUZIONE Fin dall’alba dei tempi energia ha significato benessere, ricchezza, progresso e la scoperta di nuove risorse energetiche è sempre stata accompagnata dall’aumento della popolazione e dallo sviluppo economico. È così che nel corso dei secoli la civiltà umana ha prosperato grazie ad una sempre maggior disponibilità energetica. Per migliaia di anni l’uomo visse di caccia e raccolta di prodotti della terra, utilizzando solamente l’energia muscolare. Con la nascita dell’agricoltura e l’introduzione di nuove fonti energetiche, la popolazione crebbe velocemente. Ci sono voluti ben 18 secoli per arrivare al miliardo di abitanti (1830), e meno di due per raggiungere i 7 attuali. Qui sorge il problema: se fino al XIX secolo il sistema energetico ha avuto un andamento stabile e “sostenibile” negli ultimi 150 anni ha subito una rivoluzione senza precedenti; si è assistito ad uno sfruttamento irreversibile di quelle risorse energetiche che la Terra ha impiegato centinaia di migliaia di anni a generare. Stiamo parlando dei combustibili fossili, i quali hanno sì contribuito in maniera determinante allo sviluppo della società umana, sostenendo la maggior parte del nostro benessere materiale (mobilità, trasporti di beni e servizi e informazione); ma che, al tempo stesso, hanno arrecato danni inquantificabili al nostro pianeta. L’utilizzazione di energia basata sui combustibili fossili d’altra parte ha delle conseguenze e delle controindicazioni, non solo di carattere ambientale, come i più pensano, ma anche dal punto di vista economico e sociale. Negli ultimi decenni si è iniziato a parlare di sviluppo sostenibile per individuare a tal fine un piano di crescita economica basato proprio sul concetto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica che mettesse fine alla crescente produzione di inquinamento e rifiuti e al sempre maggior divario nella disponibilità di materie prime ed energia tra il Nord e il Sud del mondo. In altre parole, secondo quanto stabilito dal Rapporto Brundtland (1987), è necessario uno sviluppo in grado di soddisfare le esigenze del presente senza intaccare il soddisfacimento delle generazioni future. Ed è qui che entrano in gioco le fonti rinnovabili di energia, le quali si propongono come unica soluzione al problema energetico e come i soli mezzi per perseguire gli obiettivi dichiarati in ottica di sostenibilità.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro De Giuli Contatta »

Composta da 206 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.