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Asset Quality Review e IAS 39: una verifica di coerenza

Il lavoro di tesi è volto ad analizzare il modello di impairment test dei financial assets proposto nell'esercizio di Asset Quality Review condotto dalla Banca Centrale Europea nel 2014. L'analisi ha la finalità di indagare la capacità del modello di giungere a stime attendibili se impiegato al di fuori dell'originario ambito di supervisione bancaria. Il modello è applicato a un campiodi di 65 società europee, quotate, con rating speculative grade. La validità del modello è testimoniata dalla relazione di diretta proporzionalità che emerge tra percentuale di società impaired per classi di rating e peggioramento del rating creditizio.
Sono quindi proposti due aggiustamenti per far fronte agli scostamenti emersi nell'analisi empirica tra la struttura valutativa proposta dal modello e le indicazioni presenti in letteratura. Il primo intervento è attuato attraverso la sostituzione dell'EBITDA normalizzato con stime di EBITDA su diversi orizzonti temporali. Il secondo aggiustamento ha la finalità di ovviare a quella che risulta essere una chiara debolezza della metodologia proposta dalla BCE. Il multiplo fisso impiegato nel modello originale è infatti sostituito con una stima di WACC per ogni società, ottenuto considerando i costi di dissesto.

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ABSTRACT Il lavoro di tesi è volto ad analizzare il modello per l’impairment test dei financial assets proposto nell’esercizio di Asset Quality Review condotto dalla European Central Bank nel 2014. L’analisi ha la finalità di indagare la capacità del modello di giungere a stime attendibili se impiegato al di fuori dell’originario ambito di supervisione bancaria. Il modello è applicato a un campione di 65 società europee, quotate, con rating speculative grade. La validità del modello è testimoniata dalla relazione di diretta proporzionalità che emerge tra percentuale di società impaired per classi di rating e peggioramento del rating creditizio. Sono quindi proposti due aggiustamenti per far fronte agli scostamenti emersi nell’analisi empirica tra la struttura valutativa proposta dal modello e le indicazioni presenti in letteratura. Il primo intervento è attuato attraverso la sostituzione dell’EBITDA normalizzato con stime di EBITDA su diversi orizzonti temporali. Il secondo aggiustamento ha la finalità di ovviare a quella che risulta essere una chiara debolezza della metodologia proposta dalla ECB. Il multiplo fisso impiegato nel modello originale è infatti sostituito con una stima di Weighted Average Cost of Capital per ogni società, ottenuto considerando i costi di dissesto.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Giovanni Trespidi Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 452 click dal 02/10/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.