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La famiglia Simpson tra traduzione e doppiaggio

Il mio elaborato consiste in un'analisi generale delle diverse teorie e tecniche di traduzione con un particolare focus sulla loro applicazione alla traduzione audiovisiva e la successiva analisi e di un caso concreto, un episodio della sit-com animata I Simpson dal punto di vista di traduzione e relativo doppiaggio considerando l'importante contenuto culture-specific che si cela dietro opera satirica di Matt Groening.
Se all'apparenza infatti la serie si presenta come puro intrattenimento possono essere individuati interessanti risvolti di riflessione su temi come l'ambiente, la politica e la corruzione, i diritti umani; nei suoi 27 anni di produzione la serie si è dimostrata voler essere uno specchio della società americana con i suoi pregi e difetti incarnati in maniera spesso iperbolica dai diversi personaggi e, di conseguenza, per rendere alcuni elementi che sono comuni e conosciuti negli stati uniti si è rivelata necessaria un'adattazione per il pubblico straniero sacrificando spesso però alcuni di questi elementi, caratteristici e specifici della serie, in nome di una comicità più immediata e diretta, ma forse più superficiale.

Dall'analisi dell'episodio è emerso che il doppiaggio italiano presenta come caratteristiche principali l'adattazione dei diversi elementi specifici della cultura americana eliminando riferimenti a personaggi, marchi, eventi e situazioni che possono non essere conosciuti dal pubblico italiano.
Importante sottolineare come a differenza degli stati uniti il pubblico di destinazione scelto per il nostro paese sia soprattutto di adolescenti mentre la versione originale è destinata ad un pubblico adulto in quanto i più giovani potrebbero non comprendere o fraintendere la satira di Groening. Questo cambio ha però influito sulla traduzione dei testi non solo dal punto di vista delle specificità culturali, ma anche al fine di rendere accessibile ad un pubblico più giovane e quindi meno informato determinati elementi.
Nella nostra società attuale, per quanto riguarda l'opera destinata ai mercati stranieri sembrano essere i giovani adulti i veri destinatari formatosi nell'era della globalizzazione in grado di identificare vizi e virtù dei personaggi del mondo Simpson, condivisi e comuni ormai non solo nei cittadini americani, ma ormai di tutto il mondo.

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4 1. LA TRADUZIONE AUDIOVISIVA 1.1 DEFINIZIONE La traduzione audiovisiva ha, negli anni della comunicazione di massa, acquistato un’importante visibilità e diffusione tanto da diventare una sorta di parte integrante della nostra vita rendendo accessibili contenuti mediali di origine straniera in quasi tempo reale con l’originale messa in onda. La disciplina diventa oggetto di studio a livello accademico negli anni ’50 1 . Questa particolare forma di traduzione è caratterizzata da una coesistenza di più canali e codici che, fondendosi, rendono possibile la comprensione di un messaggio globale. Il canale audio-orale trasmette non solamente il linguaggio verbale, ma anche musica, suoni e rumori di sottofondo mentre il canale visivo si occupa dei codici non verbali quindi colori, immagini e scritte che possono apparire sullo schermo. L’importanza dei dialoghi nei prodotti audiovisivi è evidente: permette il procedere delle vicende, esplicita relazioni e situazioni esistenti tra i protagonisti; si tratta di dialoghi, che come afferma Pavesi (2005, p.10) sono “scritti perché raggiungano i destinatari finali in forma parlata […] e non nella loro forma scritta”. Infatti questi scritti sono una pianificazione meticolosa di dialoghi che dovrebbero riprodurre fedelmente produzioni spontanee. La traduzione di un testo audiovisivo si inserisce quindi come la traduzione di un testo che riproduca l’oralità simulata da una lingua, all’oralità simulata della lingua target. Il traduttore che si accinge a tradurre un testo audiovisivo si trova ad affrontare diverse situazioni complicate: questo tipo di traduzione infatti è caratterizzata dall’influenza e dal legame che gli elementi fissi del testo, come le immagini, hanno con la parte verbale. Anche la mimica comporta una riduzione della libertà e l’imposizione di vincoli nell’attività del traduttore, infatti un contrasto tra le immagini e il testo potrebbe compromettere o rendere impossibile la comprensione del messaggio. Il codice iconico è sicuramente quello che più influenza il lavoro del traduttore che si trova a dover rendere accessibile non solo il contenuto verbale nella lingua target, ma anche adattarlo al contesto visivo, non modificabile, in cui si situa. Sono parte di questo codice anche gli elementi 1 La prima pubblicazione che affronta il tema risale al 157 e si intitola Le sous-titrage de films. Sa technique. Son esthétique di Simon Laks. (Díaz Cintas, 2009)

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Bianca Donati Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.