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Il Grande Gatsby in lingua italiana: analisi comparativa delle traduzioni in italiano e proposta di traduzione

This thesis aimed at focusing on the different approaches adopted by literary translators during the 20th and 21st century to one of the most read and appreciated novel of the American literature, that is The Great Gatsby by F. S. Fitzgerald. The purpose of the thesis was the analysis of the changes in the Italian language and approach to the readers moving from one historic period to another, through the comparison of translations dating back to different decades. What emerges from this analysis is a gradual shift from a sort of estrangement adopted by translators of the years between and after the two World Wars to a deeper involvement of the audience carried out by the more recent generations of translators. As it has been observed, the translators of the Thirties and partially of the Fifties as well tended to make the original text as more comprehensible as possible for the Italian readers, because the setting and cultural background of the novel were a distant reality at that time. On the contrary, modern translators aimed at immerging the audience into a different space and time setting aside all the cultural references of the source language. This is the sign of a change in people’s mentality: what once was considered as extraneous and too far away, and therefore had to be adapted to the audience, has now become accessible and comprehensible by everybody. Nowadays there is the shared opinion that the cultural background of a literary work has to be recognised and preserved, because each culture is unique and can enrich the personal knowledge of the reader.

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Il progetto di tesi analizza le diverse traduzioni in lingua italiana del romanzo Il grande Gatsby dello scrittore statunitense F. Scott Fitzgerald, a partire dalla prima traduzione italiana del 1936 per arrivare a quelle del 2011. Scopo della tesi è mostrare l’evoluzione della lingua e degli stili utilizzati per rendere al meglio l’atmosfera dei cosiddetti “ruggenti anni Venti” e mettere in luce le problematiche di carattere linguistico e culturale della traduzione letteraria.
Inizialmente troviamo un’introduzione sulle tematiche affrontate nel romanzo e la vita dell’autore. In seguito, focalizzandosi su alcuni brani ritenuti significativi sotto l’aspetto della traduzione, vengono confrontati estratti della prima traduzione del 1936 di Cesare Giardini, della più celebre versione del 1950 di Fernanda Pivano e delle traduzioni più recenti a opera di Tommaso Pincio, Franca Cavagnoli e Roberto Serrai.
In conclusione viene presentata una personale proposta di traduzione.

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3 INTRODUZIONE "Il decennio che va dall'armistizio alla grande 'crisi'; il decennio del dopoguerra col proibizionismo e il suffragio femminile, col dilagare dell'automobile e della radio, con la 'grande paura rossa' e il boom capitalistico, con l'americanismo a oltranza e il ripudio delle tradizioni letterarie: il decennio di tutte le proteste e di tutte le rivolte, delle utopie più ottimistiche e delle delusioni più spietate". 1 Dalle parole di Fernanda Pivano traspare l’atmosfera carica di aspettative e conseguenti disillusioni che caratterizzò il decennio dei cosiddetti “ruggenti anni Venti”. Proprio in questo scenario sono ambientati i romanzi di uno fra i più celebri scrittori del secolo scorso: Francis Scott Fitzgerald. Tra tutte, la sua opera più conosciuta e apprezzata nel mondo è il romanzo simbolo del sogno americano, accolto discretamente alla sua pubblicazione, ma considerato un meraviglioso affresco degli anni Venti a partire dal secondo dopoguerra: Il grande Gatsby. In esso si concentra l’essenza di quel decennio caratterizzato dalle sregolatezze e dagli eccessi, ma anche e soprattutto dal crollo delle illusioni causato dalla crisi economica e finanziaria mondiale del 1929. Jay Gatsby incarna il self-made man della tradizione americana, un uomo con un sogno incorruttibile che dovrà scontrarsi inevitabilmente con l’asprezza della realtà. Forse Fitzgerald già percepiva che quell’illusione di felicità non sarebbe durata in eterno ed è per questo motivo che molti dei suoi protagonisti sono accomunati da un destino simile (Jay Gatsby, Dexter Green in Sogni d’inverno, Dick Diver, l’alter ego letterario di Fitzgerald in Tenera è la notte): dopo aver visto i propri desideri realizzarsi, comincia per loro un inesorabile declino verso la solitudine e l’infelicità. Questi personaggi e le loro vicende tormentate sono stati apprezzati appieno solamente a partire dal secondo dopoguerra, poiché in essi si ritrovava una generazione di americani, e non solo, che aveva perso ogni punto di riferimento. I romanzi di Fitzgerald raggiunsero così una fama mondiale; basti pensare a Il grande Gatsby, di cui ancora oggi vengono vendute circa cinquecentomila copie all’anno in tutto il mondo. 1 Pivano Fernanda, La balena Bianca e altri miti, Mondadori, Milano 1947

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Irene Andreoni Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.