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I Saraceni e la leggenda della ''Corsa degli Scalzi''

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Vargiu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Angela Daiana Langone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

All’interno di questa tesi viene descritto il popolo arabo e la sua storia partendo dalle origini delle sue radici ai moti espansionistici. Il corpo della tesi è suddiviso in due parti principali: una parte storica e una parte antropologica.
L’obiettivo principale di questa tesi è quello di compiere un’analisi approfondita e spiegare l’effetto di un racconto popolare, di un mito culturale, sugli abitanti di un villaggio in particolare: Cabras. È stato analizzato, attraverso dati storici e antropologici, quanto possa influire il credo religioso sulle scelte e i gesti delle persone, modificandone la realtà storica ed effettiva dei fatti.
La stesura della tesi è caratterizzata dall’intreccio tra la storia delle incursioni arabe durante i secoli, principalmente nel territorio sardo, e la conseguente leggenda della Corsa degli Scalzi.
Nella parte storica, è stata analizzata l’origine del popolo arabo e la sua storia partendo dall’epoca preislamica fino al XVI secolo e, inoltre, le principali incursioni nel territorio del Sinis e nei villaggi limitrofi.
Il popolo arabo sin dal principio è stato mosso da un sentimento di conquista e di espansione che, nel corso dei secoli, l’ha portato oltre i confini della penisola verso il continente europeo.
Attraverso l’analisi delle espansioni arabe e della leggenda della Corsa degli Scalzi è stato possibile descrivere il grande potere che un racconto popolare può avere sul credo di un’intera popolazione.
La parte antropologica della tesi, infatti, riguarda la leggenda della Corsa di San Salvatore, comunemente conosciuta col nome di “Corsa degli Scalzi”.
All’interno della tesi è stata descritta la leggenda in sé nelle sue varie e discordanti versioni. L’analisi è stata compiuta in particolar modo sulla datazione dell’origine del mito e, principalmente, sull’approfondimento di quest’ultimo. Dai dati storico-antropologici rilevati è sorto che la leggenda della Corsa sia nata dal desiderio da parte della popolazione di Cabras di addolcire il pensiero popolare nei confronti dei pirati arabi e alleggerirne i timori e le preoccupazioni.

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4 INTRODUZIONE Il presente lavoro ha come oggetto le espansioni arabe dalle quali è nata la leggenda popolare della “Corsa degli Scalzi” radicata nel territorio di Cabras. Alla base di questa tesi vi è lo studio e l’analisi dei moti espansionistici arabi partendo dal loro territorio d’origine e concludendosi, in particolare, nel villaggio di Cabras. Il lavoro presenta il frutto della raccolta di dati storici e antropologici, grazie ai quali si tenta di offrire una spiegazione razionale dell’origine della leggenda. Durante la lettura della tesi sarà possibile comprendere la psicologia espansionistica adattata dal popolo arabo e conseguentemente alle loro conquiste anche di quella del popolo di Cabras. La leggenda popolare della Corsa degli Scalzi è arrivata sino ai giorni nostri ed è diventata una delle tradizioni più amate della Sardegna. Gli arabi, popolo di conquistatori, già dall’inizio della loro storia sentono la necessità di espandersi e migrare verso altri territori. Le espansioni nel corso dei secoli, arriveranno a toccare una parte dell’Europa. Il profeta Muḥammad, nato alla Mecca intorno al 570 d.C., fu il fondatore della religione islamica. Grazie alle continue apparizioni dell’arcangelo Gabriele, nelle quali riceve delle rivelazioni, riesce a crearsi un gruppo di seguaci che, nel corso del tempo, diventerà sempre più numeroso. Una delle date più importanti è il 622 d.C., anno della migrazione del profeta e i suoi seguaci verso Medina; nel 632 d.C. il profeta muore e subito dopo la sua morte cominciano i primi problemi per quanto riguarda la designazione del suo successore. Per circa trent’anni al potere saliranno i “quattro califfi ben guidati”, fino al 661 d.C., anno in cui inizierà il regno della dinastia Omayyade, durante il quale, vedremo attuarsi le prime incursioni espansionistiche. È proprio durante il regno Omayyade che iniziano le prime incursioni nel territorio sardo, preda dei pirati per via della sua posizione strategica. La popolazione sarda sarà costretta a far fronte ai pirati d’oltremare senza alcun aiuto esterno e per secoli resterà sotto la minaccia araba. Gran parte dei territori invasi vennero completamente saccheggiati, spopolati e, infine, incendiati. Ebbe vita dura soprattutto la città commerciale di Tharros che, essendo situata nella costa occidentale della Sardegna ed essendo una delle più ricche, fu per secoli una delle mete più ambite. Dall’XI secolo in poi, la Sardegna visse un periodo di tranquillità ma nel XVI secolo la pirateria araba riprese le sue incursioni sull’isola. Di fondamentale importanza sarà l’invasione del 1509 nel villaggio di Cabras. Cabras, durante il XVI secolo, era un villaggio lagunare edificato ai piedi dello stagno omonimo. Si trova nella penisola del Sinis e, rispetto ad altri villaggi limitrofi, in quegli anni era piuttosto florido grazie alla presenza di tre mari pescosi.

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