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Responsabilità da reato degli enti: quale natura e quali implicazioni?

Il tema della responsabilità "amministrativa" degli enti ha fatto capolino nel nostro ordinamento nel 2001, con l’approvazione del decreto legislativo n. 231. L’attesa legislazione, che ha importato anche nel nostro Paese un sistema di responsabilità dei soggetti collettivi per reati commessi nel loro interesse o vantaggio da soggetti in posizione apicale o dipendenti, costituisce un passo in avanti per responsabilizzare le imprese e le società, in un contesto economico dove la loro presenza nell’economia è sempre più importante. Tuttavia esso ha fatto nascere anche questioni affascinanti e sfidanti, ad esempio: di che natura (reale) è la responsabilità dell'ente? Siamo certi che vengano garantiti tutti i diritti dell'ente sotto processo? Quali sono le possibili storture del processo de societate, e quali le possibili risoluzioni?

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INTRODUZIONE Il tema della responsabilità “amministrativa” degli enti ha fatto capolino nel nostro ordinamento nel 2001, con l’approvazione del decreto legislativo n. 231. L’attesa legislazione, che ha importato anche nel nostro Paese un sistema di responsabilità dei soggetti collettivi per reati commessi nel loro interesse o vantaggio da soggetti in posizione apicale o dipendenti, costituisce un passo in avanti per responsabilizzare le imprese e le società, in un contesto economico dove la loro presenza nell’economia è sempre più importante. Tuttavia una legislazione così inedita nel panorama giuridico, pensata e strutturata per colpire direttamente i soggetti collettivi in sé – e non le persone che ne fanno parte e ne costituiscono l’ossatura – non poteva che far sorgere dubbi ed aprire dibattiti affascinanti. Uno dei maggiori problemi di ordine teorico ha riguardato l’esatto inquadramento della responsabilità degli enti all’interno della categoria della responsabilità amministrativa, penale o di terzo genere. È possibile che un soggetto giuridico non umano, come quello collettivo, sia chiamato a rispondere di una responsabilità autenticamente penale, oppure l’articolo 27 della Costituzione rappresenta un ostacolo invalicabile alla configurazione di forme di responsabilità penale per soggetti diversi dalle persone fisiche? In poche parole: la responsabilità degli enti rappresenta – con un balzo coraggioso e moderno del legislatore italiano – un modello veramente penale o si risolve in un’ennesima (ma, a differenza della legge n. 689 del 1981, diretta) responsabilità di tipo amministrativo degli enti collettivi? La questione, tutta sintetizzata nell’espressivo brocardo – considerato fino a qualche decina d’anni fa “aproblematico” – societas delinquere non potest, ha coinvolto studiosi del calibro di Franco Bricola, ed ancora oggi è ben lungi dall’essere risolta in dottrina e giurisprudenza. È bene in via preliminare ricordare che le problematiche di ordine teorico che riguardano la natura della responsabilità degli enti non si risolvono affatto in dispute dottrinali da relegare fra le questioni di sicuro interesse scientifico, ma sterili dal punto di vista pratico ed operativo. Anzi, come verrà ribadito nel corso dello svolgimento, dirimere la questione della natura della responsabilità degli enti è di primaria

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Informazioni tesi

  Autore: Mariagrazia Roversi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Hervé Belluta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

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Parole chiave

responsabilità degli enti
diritto processuale penale
231/01
procedura penale
compliance
decreto 231
responsabilità dell'impresa
diritto penale dell'impresa

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