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Strategie e strumenti per la valorizzazione dei prodotti tradizionali: il caso del Fico Secco di Carmignano

La nuova cultura del consumo alimentare, sviluppatasi negli ultimi anni, vede come protagonisti consumatori sempre più attenti alle caratteristiche intangibili e simboliche dei beni.
L’agricoltura italiana, oggi, sta assumendo un ruolo attivo nella conservazione della storia di un paese, della ruralità, dell’ambiente e della tutela di questo ultimo. In tal senso i prodotti di qualità e, in particolare, i prodotti tipici riscuotono una notevole importanza non solo come strategia di sviluppo per il settore agro-alimentare, ma come espressione di un territorio, di tradizioni locali, di prodotti particolari, che possiedono caratteristiche peculiari tali da diventare veri comunicatori di cultura. La valorizzazione di tali beni ha come scopo quello di incrementare l’economia e il turismo di un paese e, nello stesso tempo, quello di evidenziare le interazioni tra l’ambiente e i suoi prodotti.
Il turismo assume una dimensione rilevante per l’Italia ed in particolare per la regione Toscana. Il forte legame tra risorse turistiche e territorio favorisce la promozione delle attività produttive e culturali valorizzando il rapporto tra risorse-produzione-cultura.
Oggi il turismo ha il compito, non solo di valorizzare i luoghi, ma anche di accrescere la sensibilità verso le produzioni tipiche nella zona in questione, comunicandole ai diversi tipi di utenti.
Carmignano è un Comune collinare della provincia di Prato situato alle pendici del Montalbano famoso per i suoi vini di fama internazionale. Ma c’è un altro prodotto che può rappresentare la storia e la tradizione più popolare del paese: il fico secco, tanto da rendere il paese noto nella Toscana come “Carmignan da’ fichi” .
Il fico secco rappresenta la storia di Carmignano perché è un prodotto fatto con antiche tecniche tramandante di generazioni in generazioni dai contadini carmignanesi.
L’attaccamento a questa tipica produzione diventa un valore simbolico che contraddistingue l’identità culturale del paese.
Ecco che il Fico Secco di Carmignano diviene strumento per sostenere l’attività agricola e rafforzare l’identità culturale, nonché veicolo strategico di promozione turistica di un territorio che possiede un notevole patrimonio storico ed artistico.
Nella prima parte dell’elaborato spiegherò il concetto di prodotto tipico, cosa vuol dire valorizzare un prodotto tipico e quali sono le fasi da rispettate per poter elaborare un efficace progetto di valorizzazione.
Dopo di che approfondirò la fase di commercializzazione, confrontando due differenti modalità di attuazione.
Nella seconda parte, presenterò gli obiettivi che con questa ricerca verranno raggiunti e la metodologia di analisi utilizzata. Descriverò alcuni elementi fondamentali che mi daranno la possibilità di completare le prime due fasi del progetto di valorizzazione del prodotto tipico in esame. In seguito, a seguito di un’indagine di mercato effettuata in zona, procederò al confronto tra valori e caratteristiche dei fichi secchi attualmente in vendita in supermercati e hard discount con quelli del Fico Secco di Carmignano.
Nella terza parte descriverò tutte le informazioni cercate e ottenute al fine di poter confrontare i due metodi di commercializzazione del prodotto in esame. Questa è la parte dove, attraverso la raccolta di informazioni ottenute da ricerche bibliografiche e l’intervista fatta all’agricoltore Siro Petracchi, ho potuto individuare i vantaggi che possono essere ottenuti con la partecipazione alle due iniziative di commercializzazione.
Infine, per completare tutte le aree strategiche del progetto di valorizzazione del Fico Secco di Carmignano, illustrerò il progetto Ficusnet.

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21 2.2 Fico secco di Carmignano Quando si parla di Carmignano, si collega sempre il territorio al fico. Un tempo, il lavoro agricolo era basato sulla Mezzadria, le colline carmignanesi erano caratterizzate dalla presenza di molte piante di fico che tra gli olivi e le vigne si distinguevano in maniera molto evidente, grazie alla particolare forma della chioma e dalla grandezza delle foglie dal verde intenso. Insomma, a Carmignano i fichi ci sono sempre stati. Da indagini condotte dal prof. Enrico Baldini, uno dei primi ricercatori che ha effettuato una relazione verso la fine degli anni ‘50 sull’attività di coltivazione e realizzazione del Fico Secco di Carmignano, “è emerso che nella zona di Carmignano, sulle pendici nord-orientali del Montalbano, lo coltura del fico, pur rimanendo sempre subordinata a quella della specie arboree ed erbacee principali ad essa consociate, acquista una maggior importanza contribuendo per circa il 50% alla produzione dei fichi dell’intera provincia” 17 . La pianta di fico si adatta senza problemi al tipo di suolo in cui si trova. A Carmignano molti fichi occupano i margini dei ciglioni o dei muri a secco, le parti più aride e sassose del campo e “vicino al portico di casa o nell’orto” 18 . Nel passato, la pianta di fico era il punto dove il contadino poteva riposarsi al fresco sotto l’ombra nelle ore più calde delle giornate soprattutto dei mesi estivi. I frutti immaturi del fico, insieme al fogliame della pianta, venivano utilizzati come foraggio per i bovini, poiché i campi agricoli, a fine estate, scarseggiavano di erba fresca e fieno. Attualmente le aziende agricole vengono gestite utilizzando la conduzione diretta con salariati e hanno marginalizzato la coltivazione del fico, non redditizio, per lasciare il posto a vigne e olivi che costituiscono la fonte di reddito principale. Di conseguenza il numero delle piante di fico è diminuito tanto da causare l’estinzione di alcune varietà. La pianta di fico più presente nel territorio di Carmignano è la varietà dottato. Caratterizzata da un rapido sviluppo che può raggiungere dimensioni notevoli in poco tempo, e dal colore del fogliame verde chiaro, questa varietà può dare origine a due tipi di frutto: - fioroni, fichi che maturano tra la fine di giugno e l’inizio di luglio; - forniti, fichi che si raccolgono a partire dalla metà di agosto fino alla seconda metà di settembre. Il “fornito”, dalla buccia verde-lucido chiaro e la polpa che può variare dal rosso intenso al 17 18 Provincia di Prato [2008], “Antiche Tradizioni Toscane – I fichi secchi di Carmignano”, Claudio Martini Editore, Prato

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Bocci
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Giovanni Belletti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

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Parole chiave

marketing
valorizzazione
commercializzazione
indagine di mercato
prodotto tipico
economia dell'impresa agroalimentare

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