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Analisi traduttologica della serie BBC ''Sherlock''

Informazioni tesi

  Autore: Manuel Serrano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Lia D'Antonio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 60

Sherlock Holmes compare per la prima volta sulle scene nel romanzo “Uno studio in rosso” di Arthur Conan Doyle, innalzandosi subito a icona del giallo e andando a costituire in poco tempo la figura dell’investigatore più celebre all’interno del genere letterario. Indissolubile è il rapporto col suo amico e biografo John Watson, medico che Holmes conosce mentre è alla ricerca di un coinquilino con cui dividere il famoso appartamento al 221B di Baker Street: nel corso degli anni i due diventeranno compagni di avventure e risolveranno i più intricati misteri della capitale britannica.
Dalla sua prima apparizione nel 1887 ad oggi, Sherlock Holmes è stato uno dei personaggi immaginari che ha conosciuto il maggior numero di reinterpretazioni nei più svariati media: fumetti, videogiochi, giochi da tavolo, radio, teatro, film e serie TV.
Tra 2010 e 2017 il personaggio conosce un enorme successo grazie alla serie TV “Sherlock” trasmessa dall’emittente televisiva britannica BBC che riprende il romanzo di Doyle, con i due protagonisti che vivono però le loro avventure nella Londra del ventunesimo secolo. Il telefilm, creato da Mark Gatiss e Steven Moffat, ottiene ottimi ascolti anche grazie alle eccellenti performance di attori affermati come Benedict Cumberbatch (Holmes) e Martin Freeman (Watson), diventando in poco tempo una delle serie TV più seguite ed apprezzate degli ultimi anni nel panorama mondiale. Sono state realizzate quattro stagioni, ognuna delle quali composta da tre episodi da 90 minuti ciascuno, un mini episodio e un episodio speciale.
Il primo episodio è intitolato “Uno studio in rosa” (A study in Pink) e riprende le tematiche principali proprio dal primo libro di Doyle, “Uno studio in rosso” (A study in Scarlet): oltre all’impostazione del titolo, l’introduzione dei due protagonisti è la medesima, così come la scena del crimine del loro primo caso. Si ribaltano alcuni aspetti come quelli del sesso della vittima (una donna invece di un uomo), e la parola RACHE che viene trovata sul luogo del delitto (nel libro è la traduzione tedesca di ‘vendetta’ e non indica invece il nome di donna ‘Rachel’ - nella serie TV è l’esatto contrario).
Viene invece completamente modificata la figura dell’omicida, il cocchiere Jefferson Hope, che nel romanzo agisce per vendetta e la cui storia occupa quasi metà dell’opera: nell’adattamento televisivo l’omicida è un anziano tassista londinese, un serial killer sponsorizzato da Moriarty, acerrimo nemico di Sherlock Holmes, tuttavia non presente all’interno del primo romanzo. Molto importante è anche l’introduzione di smartphone e PC, dispositivi tecnologici tipici della contemporaneità, di cui Sherlock si servirà per risolvere i propri casi.
L’adattamento italiano della serie TV presenta alcuni errori ed omissioni dovute a questioni di doppiaggio, ma il problema più grande si verifica a livello fonetico: nella nostra lingua si perdono del tutto le caratterizzazioni dei personaggi dovute ai loro accenti molto diversificati. Si pensi al British English di Sherlock, alla varietà più formale di suo fratello Mycroft o al Cockney English del tassista/assassino: tutto ciò viene a mancare in italiano, in quanto i personaggi sono perfettamente bilanciati nei loro accenti e non è possibile cogliere la loro estrazione sociale come invece avviene nella lingua britannica originale.
Per questo motivo la serie TV è uno degli esempi più calzanti del perché l’opera andrebbe vista in lingua originale per favorire la diffusione di una corretta pronuncia (detta Received Pronunciation) a livello mondiale: il rinomato “inglese della BBC” permette di cogliere numerose sfaccettature della lingua anglosassone e favorisce il suo apprendimento ai non nativi, in quanto non è presente alcun tipo di regionalismo.

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1 INTRODUZIONE In un’epoca in cui contenuti audiovisivi come film e serie TV riescono a raggiungere un gran numero di persone – soprattutto giovani – in tutto il mondo, ritengo sia un’opportunità eccezionale sfruttare tali mezzi al fine di un accrescimento culturale, soprattutto da un punto di vista linguistico. Servizi ormai largamente diffusi come Netflix permettono la fruizione di migliaia di opere con un clic, rendendone possibile la visione anche in lingua straniera: ho sempre visto ogni telefilm in lingua originale proprio perché sono convinto che ciò favorisca la diffusione e l’apprendimento delle lingue. Senza il filtro del doppiaggio, inoltre, si possono cogliere alcune delle sfumature dei personaggi rese attraverso gli accenti degli attori che li interpretano: con la visione in lingua originale è impossibile perdere il messaggio prefissato dall’autore dell’opera. Tra le serie TV da me più apprezzate rientra sicuramente il telefilm della BBC Sherlock, su cui ho deciso di incentrare questo lavoro. Sherlock Holmes è considerato il detective più celebre al mondo che, grazie alla semplice osservazione e alle straordinarie conoscenze che possiede, riesce a individuare il colpevole del delitto con una semplicità sconvolgente, soprattutto per gli altri investigatori che senza di lui non risolverebbero nemmeno un crimine. Nel primo capitolo di questo elaborato ho scelto di studiare la figura del detective, portato su carta da Arthur Conan Doyle per la prima volta nel 1887 con A Study in Scarlet, per approfondirne la genesi e scoprire le innovazioni del suo creatore all’interno della detective fiction, ma anche per conoscere le ragioni dell’immenso successo dell’opera, prima all’interno dell’ambito letterario, e successivamente in quello mediatico. Importante ai fini di tale studio è stata anche la figura dell’assistente di Holmes, il dottor John Watson: il rapporto tra i due è risultato imprescindibile, poiché è Watson che permette a Holmes di esistere – l’uno non può esistere senza l’altro. Dalla sua prima apparizione ad oggi, Sherlock Holmes è stato uno dei personaggi immaginari che ha conosciuto il maggior numero di reinterpretazioni nei più svariati media: fumetti, videogiochi, giochi da tavolo, radio, teatro, film e serie TV. Sherlock è, tra esse, l’adattamento televisivo che ha riscosso il successo mondiale più vasto nel nuovo

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