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Funzioni Esecutive e Cognizione Sociale nei danni diffusi da Anossia Cerebrale: studio di 5 casi clinici

Trattamenti riabilitativi

Non è facile individuare dei trattamenti appropriati per i deficit cognitivi nei pazienti post-anossici. Gli studi sui trattamenti riabilitativi tendono ad essere limitati a gruppi di pazienti con condizioni neurologiche specifiche come i traumi cranici, gli ictus e i disordini neurodegenerativi. Spesso i trattamenti proposti per gli anossici sono stati concepiti per altre popolazioni di pazienti e vengono riadattati, con evidenti limitazioni cliniche.


Gli interventi principali che si mettono in atto con questi pazienti comprendono lo sviluppo di strategie compensatorie, modificazioni ambientali e adattamento comportamentale. Questi interventi sono finalizzati a massimizzare le prestazioni funzionali all’interno di un contesto ecologico, insegnando al paziente e ai familiari nuove strategie mediante le quali svolgere i compiti della vita quotidiana. Inoltre si cerca di modificare l’ambiente in cui il paziente esegue questi compiti, in modo da diminuire l’interferenza esterna e fornire il necessario supporto per il successo nello svolgimento dei compiti.
Per esempio, semplici strategie per limitare gli effetti negativi del rallentamento ideo-motorio sulla vita quotidiana possono essere: insegnare al paziente e a coloro con cui egli interagisce più spesso di tollerare ritardi nelle risposte verbali, insegnare ai familiari a non rispondere al posto del paziente o a completare le frasi che egli inizia, prevedere tempi più lunghi per lo svolgimento delle attività della vita quotidiana. Inoltre sarebbe opportuno organizzare un programma degli impegni giornalieri che preveda di posizionare i compiti più faticosi nei momenti della giornata in cui l’individuo è riposato e performante, in modo che possa lavorare alle sue capacità massime. Allo stesso modo è utile programmare dei periodi di riposo durante la giornata per minimizzare la fatica collegata al compito e i rischi di insuccesso. Ausili esterni come agenda, blocco degli appunti, messaggi scritti, lista dei compiti da svolgere, computer, telefono cellulare, timer e sveglia, possono essere molto utili per una varietà di disturbi cognitivi che includono l’attenzione, la memoria dichiarativa e prospettica, la comunicazione e le funzioni esecutive. È importante sottolineare come la presenza di gravi alterazioni del comportamento e delle funzioni esecutive solitamente impedisca l’utilizzo di questi dispositivi, causa rifiuto o incapacità di gestione autonoma degli strumenti.
La riabilitazione cognitiva formale solitamente si focalizza sull’attenzione, la velocità di processamento, la memoria, i compiti di comunicazione interpersonale e le funzioni esecutive (Cappa & Benke, 2003; Cicerone & Dahlberg, 2005). Questi interventi sono efficaci solamente in pazienti con disturbi cognitivi da lievi a moderati, con un’indipendenza funzionale relativamente preservata e soprattutto con una motivazione sufficiente per impegnarsi nell’apprendimento e nell’utilizzo di strategie compensatorie. Interventi efficaci generalmente combinano modalità di presentazione degli stimoli, complessità e modalità di risposta differenti, oltre ad un coinvolgimento attivo del terapista nei termini di monitoraggio e feedback della prestazione e training delle strategie.
Questi interventi hanno successo solamente se riescono a generalizzare oltre al contesto specifico nel quale avviene il trattamento: essi dovrebbero quindi permettere un miglioramento delle prestazioni non solo all’interno di un contesto clinico, ma anche nella vita quotidiana in un contesto ecologico. In generale questi trattamenti sono efficaci se effettuati in un periodo sub-acuto o post-acuto e non durante l’immediato periodo successivo alla lesione oppure in fase cronica avanzata.
Tra i pazienti con deficit troppo severi per consentire una riabilitazione cognitiva, può essere utile fornire ai familiari e ai caregiver delle strategie compensatorie da mettere in atto per facilitare il funzionamento nel quotidiano del paziente.

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Funzioni Esecutive e Cognizione Sociale nei danni diffusi da Anossia Cerebrale: studio di 5 casi clinici

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Rositani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Scienze Cognitive
  Corso: Psicologia
  Relatore: Pierluigi De Bastiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

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Parole chiave

motivazione
problem solving
anossia
funzioni esecutive
anossia cerebrale
arresto cardiaco
flessibilità mentale
cognizione sociale
demotivazione
controllo inibitorio
ipossia cerebrale

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