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Disneyland: la magia alla portata del reale - Analisi dei meccanismi di comunicazione ed immersività dei parchi tematici più famosi al mondo

Disneyland, “ipermercato dei sogni”

Abbiamo considerato come Disneyland sia in grado di portare nella realtà i sogni più profondi di bambini e adulti, trasformando il mondo reale in uno spettacolo che necessita di essere consumato.
L’analisi del consumo all’interno dei parchi Disney è da sempre sotto gli occhi degli studiosi, che negli ultimi anni vedono nascere nuove tendenze e modalità di consumo.
È importante ricordare, però, che Disneyland non prevede un consumo esclusivamente legato a beni materiali, ma uno dei suoi più grandi pregi è quello di riuscire a “vendere esperienze”. E se le esperienze che si vivono sono materializzazione dei sogni, allora possiamo sostenere senza indugi che Disneyland è in grado di vendere sogni.
Il parco, insomma, si trasforma metaforicamente in un enorme “ipermercato nel quale le emozioni e le esperienze sembrano disporsi sugli scaffali”.

Acquistando un biglietto per un parco Disney si ha la possibilità di sperimentare qualsiasi attrazione tutte le volte che lo si desidera e ciò scatena automaticamente nel visitatore una “deambulazione perpetua”: anche se si è stanchi dopo un’intera giornata a spasso per i sogni, “non bisogna perdere niente, profittare del denaro speso, poiché si è comprato a forfait il diritto di vedere tutto”.
Il costo elevato dei biglietti per Disneyland (che all’inizio costavano solamente 2 o 3 dollari) incentiva ulteriormente a visitare quante più attrazioni possibili, per maturare la convinzione di aver goduto appieno di questa esperienza e di godere anche dello status che essa conferisce.

Il prezzo dei biglietti, infatti, oggi effettua una prima scrematura spontanea dei visitatori: solo chi può permettersi l’acquisto del biglietto può entrare nella fabbrica dei sogni.
Disneyland, inizialmente pensata soprattutto per la borghesia bianca, arriva dunque ad attribuire una sorta di status sociale superiore a chi è in grado di pagarsi la propria esperienza magica, ma questo non spaventa di certo il pubblico.
Si è disposti a risparmiare, a fare sacrifici, così come accade per qualsiasi viaggio in una meta turistica ambita, perché si è ben consapevoli di ciò che i parchi Disney possono offrire.
Infatti, “nell’arco di due ore diventa possibile assistere a duelli in un castello medievale, esplorare galassie remote, o farsi ritrarre in foto tra Cleopatra e un cowboy”: si può vivere un viaggio all’interno di un mondo in miniatura rassicurante e riconducente alla spettacolarità del mondo cinematografico.
Ogni ospite “si trova circondato da una straordinaria abbondanza di cose da vedere, da fare, da vivere, immerse in un patchwork di immagini e storie tra le più diverse e mirabolanti”, che gli garantisce una “scorpacciata emozionale” tra gli scenari che più preferisce.
Ecco che ci si immerge in mondi che evocano i temi più disparati, ma che rimangono sempre totalmente credibili, attraenti e “non conflittuali” grazie alle strategie di theming che caratterizzano Disneyland dagli albori, innalzandolo come parco a tema modello per tutti gli altri.
Ogni esperienza, di conseguenza, rimane sempre compatibile con il tema in cui viene inserita, garantendo un consumo spontaneo da parte del visitatore, il quale non può che dichiararsi soddisfatto.
Se anche sul piano dell’esperienza, il profitto rimane il principio fondante, a ricoprire un ruolo in primo piano sono i clienti e i prodotti, vale a dire i visitatori del parco e le loro emozioni.
Le fantasie del pubblico sembrano diventare stereotipate e già “preconfezionate”, pronte per essere messe nel carrello dell’ipermercato dei sogni. Questa concezione va, in un certo senso, a limitare la creatività individuale di ognuno, ma il visitatore sembra non accorgersene: le tecnologie presenti nel parco, come abbiamo visto, forniscono così tanti stimoli visivi, sonori, olfattivi ed emotivi da non lasciare il tempo di riflettere ulteriormente o di produrre una propria rivisitazione dell’esperienza.

Le storie Disney, così, vengono consumate solo nelle modalità prestabilite dal parco, generando ancora una volta quella condizione di libertà apparente di cui si è parlato in precedenza.
Anche le celebrazioni di festività ed anniversari ricoprono un ruolo fondamentale nel consumo di emozioni e merci a Disneyland.
Nel 2018, ad esempio, il novantesimo compleanno di Topolino ha dato il via a festeggiamenti continui in tutti i parchi del mondo, con eventi speciali, parate e spettacoli interamente dedicati all’icona Disney per eccellenza.
Nello stesso anno si è celebrato il trentacinquesimo anniversario di Tokyo Disneyland, che ha completamente addobbato il suo castello e le sue strade per l’occasione, organizzando nuove sfilate dei personaggi Disney e spettacoli pirotecnici in onore della “the happiest celebration on Earth”.
La strada principale si è trasformata per l’occasione nella coloratissima “Celebration Street”, ospitante una torre alta 10 metri dedicata a Topolino e raffigurante il topo Disney con i costumi che l’hanno accompagnato durante i precedenti anniversari del parco. Gli spettacoli che ogni giorno hanno animato il castello e la Celebration Street hanno fatto vincere a Tokyo Disneyland il “Most Creative Multimedia Spectacular award” di IAAPA, associazione internazionale dei parchi di divertimento e attrazioni.

Grazie a queste celebrazioni, è possibile consumare una nuova esperienza in edizione limitata, mai ripetibile allo stesso modo negli anni a venire, che invita gli ospiti a partecipare e a non lasciarsi scappare questa opportunità più unica che rara.
Ciò accade, con la stessa logica, ad ogni lancio di un nuovo film Disney: i parchi danno la possibilità di vivere, per un periodo di tempo circoscritto, un’avventura esclusiva relativa al film in questione, (così come è previsto per il lancio del nuovo live action de “Il Re Leone”, in uscita nelle sale ad Agosto 2019, che accompagnerà per tutta l’estate il pubblico di Disneyland Paris con uno spettacolo interamente dedicato alla storia e alle ambientazioni del film).
Dietro alla promozione di nuove esperienze si celano, dunque, campagne pubblicitarie per alimentare i profitti dei parchi e dei film, creando un circolo autoreferenziale che la Disney è sapientemente riuscita a strutturare (come si vedrà nel prossimo paragrafo).
Inoltre, anche le festività sono una delle maggiori fonti attrattive per i visitatori dei parchi Disney.

Se le feste hanno sempre racchiuso la loro magia nell’immaginario collettivo, a Disneyland ciò che è già magico lo diviene ancora di più.
Ecco che si arriva all’apoteosi dell’esperienza in un parco Disney: trascorrere una delle festività nel mondo di Topolino e i suoi amici.
Pasqua, Halloween e Natale sono le feste celebrate in tutti i parchi intorno al globo, con l’aggiunta di festività locali quali il Giorno del Ringraziamento in America, la celebrazione del nuovo anno cinese in Cina e del Capodanno internazionale negli altri parchi.
Il periodo sicuramente più magico e pubblicizzato è quello natalizio, per il quale la Walt Disney Company impiega moltissime risorse: l’intero parco si riempie di migliaia di luci e addobbi, statue di personaggi Disney in vesti natalizie, insegne modificate, spettacoli a tema e cibi esclusivi. Un imponente albero di Natale viene collocato nella Main Street, gli hotel rivisitano i loro arredamenti interni ed è anche possibile incontrare Babbo Natale.
Ogni parco propone i propri festeggiamenti: Magic Kingdom, per esempio, organizza “Mickey’s Very Merry Christmas”, un party natalizio che vede protagonisti tutti i personaggi Disney più famosi tra spettacoli, balli e parate, con tanto di neve sparata sulla Main Street per ricreare lo scenario da sogno di un bianco Natale.
Nessun altro evento riuscirebbe ad incarnare meglio l’ideologia Disney: magia, altruismo, speranza e felicità si sposano perfettamente con lo spirito delle festività natalizie, favorendo l’immersività dell’esperienza. Una festa, come il Natale, che ha esistenza concreta nella realtà insieme a questi festeggiamenti fantastici danno vita ad un Natale perfetto, come in un film.
Disneyland, tuttavia, non si propone esclusivamente come teatro di autopromozione dei propri film o come luogo di celebrazione per le festività, ma ospita anche concerti, festival musicali, eventi con la partecipazione di star di Hollywood, manifestazioni e addirittura matrimoni. Quale location meglio di Disneyland può realizzare il sogno di vivere un matrimonio da favola?
La metafora di “fabbrica dei sogni” per ogni parco Disney, insomma, sembra calzare a pennello grazie alla vendita di esperienze senza uguali volte all’escapismo e al consumo, che sia di sensazioni o di merci vere e proprie.
È su quest’ultimo tipo di consumo che si rifletterà in modo più approfondito, per mettere in luce come la Disney sia riuscita a generare un brand apparentemente perfetto e a coinvolgere il suo pubblico in un consumismo sfrenato di prodotti a tema.

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Informazioni tesi

  Autore: Floriana Lasagni
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Stefano Calabrese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 60

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