Skip to content

La tutela penale dei dati biometrici nella disciplina in materia di privacy

Prospettive de iure condendo di tutela del dato biometrico

L'intervento del legislatore delegato del 2018 testimonia il tentativo di risolvere le critiche avanzate ai caratteri degli illeciti penali previsti dal Codice della privacy e riguardanti specificamente la loro tassatività, determinatezza e offensività, tuttavia non può dirsi che tale normativa abbia condotto ad una piena razionalizzazione della materia e delle criticità evidenziate sul versante sanzionatorio. Possiamo rilevare come con la recente riforma si siano compiute in linea generale delle scelte degne di nota per quanto riguarda il piano della politica criminale, ma tali decisioni si sono materializzate in fattispecie concrete che non risultano di altrettanto facile comprensione, anzi a volte pongono seri problemi circa l'identificazione del loro preciso significato e della loro concreta portata.

La modifica operata dal legislatore delegato alle sanzioni penali vigenti e l'introduzione di ulteriori fattispecie, come gli artt. 167-bis e 167-ter, a presidio delle norme inerenti al trattamento dei dati personali, risulta condivisibile e addirittura necessaria per tutelare un bene di rilevanza costituzionale, ma al tempo stesso tale intervento pone in discussione il rispetto dell'art. 76 della Costituzione, a causa della mancanza di criteri direttivi nella legge delega tali da regolare l'intervento riformatore.

Risulta certamente condivisibile la riformulazione dell'art. 167, che ha attribuito una maggiore selettività a tale fattispecie, riducendo l'area della rilevanza penale dell'illecito trattamento dei dati alle sole violazioni di disposizioni relative alle comunicazioni elettroniche, di quelle relative ai dati sensibili e giudiziari, e ai casi di trasferimento di dati verso l'estero in violazione della relativa disciplina. Tale attività di revisione legislativa ha permesso una delimitazione più chiara della fattispecie penale rispetto agli illeciti amministrativi e ha condotto ad una sua migliore comprensibilità, ponendo un freno alla tendenza a ricorrere allo strumento normativo del rinvio ad ulteriori normative, così come invece avveniva con il vecchio articolo 167. Al riguardo, occorre precisare che l'attuale fattispecie del trattamento illecito assume rilevanza penale solamente nel caso in cui tale comportamento porti profitto al titolare del trattamento o a terzi ovvero arrechi un danno, trovando applicazione in caso contrario solamente le sanzioni amministrative.

Inoltre, secondo il dettato dell'articolo in questione, bisogna valutare se il comportamento che costituisce l'illecito trattamento viene posto in essere violando le vigenti misure di sicurezza previste a tutela del trattamento dei dati o meno, poiché nel primo caso l'illecito sarà punito in maniera più rigorosa con la reclusione da uno a tre anni, mentre nel secondo caso potrà essere disposta la reclusione da sei mesi ad un anno e sei mesi. Continua a destare perplessità il fatto che tale previsione normativa disponga l'applicazione della pena indipendentemente dal quantum del profitto perseguito e dalla misura del nocumento causato all'interessato, dato che a tal proposito sarebbe stata preferibile una disciplina più trasparente che coinvolgesse tali aspetti, rimasti invece indefiniti.

Tuttavia, va evidenziato come il legislatore, nel costruire le attuali fattispecie penali, abbia continuato a fare eccessivo utilizzo della tecnica normativa del rinvio a ulteriori disposizioni del Codice stesso, ma anche a fonti secondarie e ad atti del Garante della privacy, i quali molto spesso richiedono a loro volta una ulteriore integrazione con altre norme. Dunque, la cosiddetta “vertigine combinatoria” che connotava le fattispecie di reato previste dal d. lgs. 169/2003 continua, anche se in misura ridotta, ad essere presente e a porre in seria discussione, in una materia già connotata da un elevato grado di complessità e tecnicismo, il rispetto del principio di legalità in materia penale, soprattutto per quanto concerne i profili della tassatività e della determinatezza.

Al riguardo, l'interprete per pervenire al vero significato della norma è chiamato ad effettuare una laboriosa operazione per “sciogliere il reticolo” creato dai continui rinvii ad altre norme di disciplina. Continua ad essere valida un'ulteriore critica già mossa ad alcune fattispecie penali previste dal previgente impianto sanzionatorio delineato dal Codice e inerente al loro difetto di offensività. Tale deficit è stato nuovamente evidenziato con riguardo alla fattispecie dell'inosservanza di provvedimenti del Garante (art. 170), nella sua veste riformata dal Decreto, poiché sembra prescrivere sanzioni penali per tutelare mere funzioni di controllo dell'Autorità Garante, determinando in tal modo una “volatilizzazione o dematerializzazione del bene giuridico”. Al riguardo, sarebbe opportuno un intervento che prevedesse la depenalizzazione della fattispecie in esame, poiché la recente riforma è intervenuta in maniera limitata, prevedendo la depenalizzazione esclusivamente con riguardo all'articolo 169 e ad alcune parti dell'art. 167.

Non sembra risolto neppure il contrasto che intercorre tra le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal Regolamento e direttamente applicabili in ciascuno Stato membro, delle quali abbiamo più volte evidenziato la loro natura sostanzialmente penale in virtù della notevole afflittività da cui sono connotate e le sanzioni penali previste attualmente dal Codice, determinando così un serio pericolo di violazione del principio di ne bis in idem, su cui lo stesso legislatore europeo aveva richiamato l'attenzione in occasione del considerando 149, il quale afferma che “l'imposizione di sanzioni penali per violazioni di norme nazionali e di sanzioni amministrative non dovrebbe essere in contrasto con il principio del ne bis in idem quale interpretato dalla Corte di giustizia”. Per superare la tensione con tale principio, il legislatore delegato ha introdotto la circostanza attenuante prevista dall'art. 167, comma 6, in virtù del quale “Quando per lo stesso fatto è stata applicata a norma del presente Codice o del Regolamento a carico dell'imputato o dell'ente una sanzione amministrativa pecuniaria dal Garante e questa è stata riscossa, la pena è diminuita”. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La tutela penale dei dati biometrici nella disciplina in materia di privacy

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Cezar Stefan Cazan
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Riccardo Borsari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l’utente che consulta la tesi volesse citarne alcune parti, dovrà inserire correttamente la fonte, come si cita un qualsiasi altro testo di riferimento bibliografico.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Per tradurre questa tesi clicca qui »
Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

privacy
biometria
dati biometrici

Tesi correlate


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi