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Categorie di alterità e tertium genus: donne, uomini e animali

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Lagonigro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Maria Pia Casalena
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

L'intento di questo studio è volto a presentare una possibile applicabilità della teoria etica del filosofo australiano contemporaneo Peter Singer, in relazione agli squilibri e alle disparità tra i due sessi, attraverso l'enunciazione del principio “dell'eguale considerazione degli interessi”.
Il pensiero di Singer ha come fondamento il rifiuto dello specismo, sostenendo un'etica che vada oltre “l'io” e il “tu”, per giungere alla legge universale, al punto di vista dello spettatore imparziale. (Da “Etica Pratica”).
Tale fine sarà perseguito, attraverso l'analisi delle connessioni che intercorrono tra tre linee di pensiero che il filosofo rifiuta, ovvero: il sessismo, il razzismo, senza escludere lo specismo (A. Rivera).
Pertanto, dal primo capitolo si partirà da un excursus dei binarismi tradizionali, nonché un riflesso della dicotomia di fondo io/alterità.
Nel secondo capitolo ci si concentrerà più specificatamente sulla tematica del sessismo come prodotto di meccanismi di potere, il potere riservato a una società prettamente machista, facendo riferimento al periodo tardo-capitalistico, ponendosi sulla stessa linea temporale dell'autore (essenzialmente l'epoca contemporanea).
Nel terzo e ultimo capitolo si esporrà la teoria etica di Peter Singer, con riferimento alla filosofia dell'utilitarismo e conseguente critica al suo pensiero di fondo.

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  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bologna
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  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Maria Pia Casalena
  Lingua: Italiano
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3 INTRODUZIONE "Occorre anche coltivare e sviluppare identità e soggettività al femminile, senza rinunciare a se stesse. I valori di cui le donne sono portatrici - aggiunge - non sono sufficientemente riconosciuti e apprezzati, anche dalle stesse donne. Però sono valori di cui il mondo oggi ha urgente bisogno, che si tratti di una maggiore cura della natura o di una capacità di entrare in relazione con l'altro". Luce Irigaray La volontà di indagare la costruzione delle identità e soggettività della donna nelle società contemporanee, per lo più occidentali, costituisce il filo conduttore di tale lavoro. La donna, lungi dall’essere semplicemente la “femmina dell'uomo, femmina di casa, che sa accudire alle faccende domestiche, sposa, moglie, donna amata, signora, padrona, servente di casa, di cucina, sguattera, ragazza in grado di prender marito” 1 , è soggetto, identità precisa, immersa nei tempi e luoghi della storia alla stregua dell’uomo. L’approccio che si vuole avere nei riguardi della storia, in questo lavoro, rifugge dal mero evenemenzialismo, abbracciando invece una prospettiva di apertura, di dialogo e di confronto con l’Altro, l’oggetto che è utile comprendere anche per comprendere il proprio Sé e le proprie stesse passioni, infatti “lo storico deve essere soprattutto uomo in tutta la sua complessità e non ridursi alla dimensione di un topo da biblioteca o, peggio, di uno schedario.” 2 Una delle certezze fondamentali, infatti, che permette all’individuo di vivere con una certa sicurezza, è la definizione del proprio Sé, del proprio Io, a partire dal quale tutto ciò che è esterno, conferisce un’idea al mondo esterno, acquisisce consistenza e realtà. Porre tale concezione a fondamento del pensiero di un individuo pone in evidenza la chiara dicotomia esistente tra l’Io come certezza fondata e indiscutibile e l’Altro. Ma cos’è Altro dall’Io? 1 Dizionario della lingua italiana, Nicola Zingarelli, 1962 2 Henri-Irénée Marrou, La conoscenza storica, Il Mulino, Bologna, 1969, p. 91

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