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Il ruolo della banca mondiale nella cooperazione internazionale allo sviluppo

Informazioni tesi

  Autore: Mauro Avallone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari
  Relatore: Paola Bongini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

Obbiettivo centrale di questa tesi di laurea è l’analisi del modus operandi della Banca Mondiale, contestualizzandone lo studio nel macro-ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo economico, in cui opera congiuntamente a molteplici attori, quali gli stati nazionali e le organizzazioni non governative (ONG).
L’istituzione, avente sede centrale a Washington DC, persegue il “sogno” di sconfiggere la povertà (“Il nostro sogno è un mondo senza povertà” recita il motto), e per realizzarlo opera in molte direzioni avvalendosi di un ammontare di 240 miliardi di prestiti e uffici in più di 100 paesi, rimanendo tuttavia, a detta dell’emerito presidente Wolfensohn l’istituzione meno conosciuta e la più odiata.

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  Autore: Mauro Avallone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
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  Relatore: Paola Bongini
  Lingua: Italiano
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14 CAPITOLO 2) Una breve storia della Banca Mondiale La banca mondiale è un ’istituzione fondata nel 1944 in una cittadina americana, molto importante per la storia dell ’economia, di nome Bretton Woods. Nel corso del tempo, essa è dovuta evolvere mutando profondamente il proprio modus operandi, adattandolo di volta in volta a uno scenario macroeconomico profondamente mutevole, contraddistinto da crisi, riforme e stravolgimenti radicali. a) World Bank for Development and Reconstruction La Banca che oggi rappresenta una delle istituzioni più importanti nello scenario della cooperazione allo sviluppo, presenta innumerevoli differenze da quella che, nel 1944 a Bretton Woods, venne chiamata: the World Bank for Development and Reconstruction. I due aggettivi a lei attribuiti nella denominazione rappresentavano i due macro-ambiti principali del suo operare. La ricostruzione a quell'epoca costituiva un fatto imprescindibile figurando nell ’agenda delle nazioni unite come prerogativa, in quanto unica nazione prospera post bellum ed unico mercato internazionale. La banca ambiva ad avere un ruolo in questo ambito ed infatti i suoi primi prestiti vennero realizzati in favore della Francia (il prestito più ingente nella storia della banca) e successivamente dell'Olanda. Tuttavia, operando in tale macro-ambito, non figurava che come comprimaria agli sforzi statunitensi. Il piano Marshall faceva apparire questi investimenti, che pure rimangono tuttora i suoi più alti prestiti, come meri spiccioli. E così la World Bank si ritagliò il suo spazio di influenza in un altro campo, quello dello sviluppo. A quell'epoca lo sviluppo era un campo oscuro, ancora inesplorato, e certamente la volontà della banca di operarci all ’interno doveva apparire rischiosa e quanto mai ambiziosa. I primi anni della banca sono caratterizzati dal prelievo di danaro dal mercato privato dei capitali. L ’istituzione necessitava di far apparire i suoi prestiti come poco rischiosi, il che non era semplice dopo che la crisi verificatasi negli anni '30 presso i paesi del sud America aveva finito per far apparire qualsiasi investimento nei PVS come qualcosa di pericoloso e dunque, molto mal visto dall ’opinione pubblica. La banca tentò quindi adeguandosi a questa percezione di finanziare solo progetti facilmente controllabili, e tra tutte le possibilità di investimento sussistenti, quelli infrastrutturali apparvero subito adatti. Le dimensioni della banca rimasero comunque ridotte, e dal 1944 al 1960 i suoi prestiti ammontarono ad appena 5 miliardi di dollari. Basta confrontarli con i soli aiuti bilaterali degli Stati Uniti, ignorando le spese militari di 22 miliardi, per
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