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Archivio notarile di Udine: riordinamento e inventariazione della serie ''Indici dei contraenti'' (sec. XIX) conservata presso l'Archivio di Stato di Udine

Estratto della Tesi di Lucia Maria Barbaro

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- 13 - testamenti chiusi (per i quali si redigeva un apposito indice) dei notai che avevano cessato la loro attività 29 ; altra funzione svolta dall’Archivio Notarile era la «sorveglianza sugli Archivi sui Notaj del suo circondario» esercitata attraverso le «Camere di disciplina notarile», costituite da un numero di persone compreso tra quattro ed otto, nominate dal Tribunale d’Appello, così come previsto dall’articolo 97 del Regolamento napoleonico. Numerose ed importanti le funzioni svolte dall’Archivio Notarile Generale: atti di sorveglianza dell’operato dei notai attraverso il ritiro dei documenti rogati dai notai defunti, le ispezioni notarili, la ricezione dei testamenti chiusi. La direzione di tali istituzioni era affidata ad un Conservatore, ad un Cancelliere ed ad alcuni notai che li adiuvavano nello svolgimento delle loro funzioni. Il 21 ottobre 1807, con il decreto n. 369, il Gran Giudice Ministro della Giustizia costituiva l’organico che doveva insediarsi nel Regio Archivio Notarile. Tale ente iniziò la propria attività nel novembre 1807 presso il Castello di Udine 30 . Nel 1848 l’Archivio Notarile cambiò la propria sede; nel corso della dominazione austriaca, infatti, fu statuito che la documentazione fosse spostata presso la chiesa arcivescovile, gli esiti furono tutt’altro che positivi perché tutto venne ammassato. In precedenza, gli atti venivano disposti secondo il notaio che li aveva rogati ed ordinati in scaffali; non si poté mantenere tale sistemazione a causa dell’esiguità degli spazi a disposizione. Tale situazione fu provvisoria: infatti tutti gli atti vennero, in seguito, trasferiti presso il Regio Tribunale Civile. La destinazione finale dell’Archivio Notarile, vale a dire l’attuale, appositamente realizzata per accogliere tale istituzione, fu trovata in via Cairoli 31 . Varie le traversie e vicissitudini patite dai documenti conservati presso l’Archivio Notarile: i vari spostamenti nelle diverse sedi comportarono dispersioni e nel corso del secondo conflitto mondiale, quando era già stata realizzata la sede di via Cairoli, a seguito di un bombardamento, avvenuto la notte del 20 febbraio 1945, una considerevole parte della documentazione più antica andò distrutta 32 . Gli incartamenti vennero dapprima trasportati presso l’atrio della Biblioteca civica ed in seguito trasferiti, temporaneamente, presso la villa del Professor Carlo Someda, direttore del Museo Civico, a Ceresetto di Martignacco, come si evince dal verbale di consegna di atti, repertori e registri effettuato 29 BCUD ms. 2618 (dattiloscritto redatto dal dott. Carlo Pasqualini, Conservatore dell’Archivio Notarile Distrettuale tra il 1926 ed il 1939). 30 Regolamento 21 ottobre 1807 n. 369. 31 ANTONIO MARIA ANTONINI, Cenni statistici e condizioni del R. Archivio notarile provinciale di Udine, in «Atti dell’Accademia di Udine», s. II, vol. III (1872-1875), pp. 27-42. 32 Cfr. UGO FALCONE, La politica archivistica italiana durante la seconda guerra mondiale, in «Atti dell’Accademia Udinese di Scienze Lettere e Arti», XCV (2002), pp. 127-146, in particolare p. 136.
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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Maria Barbaro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali
  Relatore: Ugo Falcone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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