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Libertà di espressione e diritti umani nell'Islam

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Ginevra Campaini Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1267 click dal 14/10/2016.

 

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Estratto della Tesi di Ginevra Campaini

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terminata, di lotte per emancipazioni coloniali in diversi continenti, di valori illuministici in crisi e di un mondo che aveva assistito allo sterminio del popolo ebraico. Per questo, affermare i diritti umani, fu un bisogno inderogabile per l'Occidente, che potrebbe essere inteso come monito della sua storia. Ignatieff sostiene, che sia stato avvertito il bisogno di evitare che gli errori dell'Occidente venissero commessi ancora, perché il disprezzo dei diritti umani aveva portato a comportamenti disumani. Isaiah Berlin, sostenne come il bisogno di una legge morale, fu data dalla memoria dell'orrore: «proprio perché queste regole sono state schernite, ci siamo visti costretti a prenderne consapevolezza» 8 . Differenti correnti di pensiero, appoggiano l'idea dei diritti umani, come un nuovo modo occidentale di imporsi sul resto del mondo. Il concetto di tali diritti sarebbe stato elaborato, quando l'Occidente ha visto messo in crisi il suo ruolo centrale. Nel secondo dopoguerra nacquero nuove potenze economiche, in Asia per esempio, che scardinarono il ruolo centrale dell'Occidente. Il bisogno di recuperare il suo controllo, scaturì nel presentare i suoi prodotti istituzionali come il punto di approdo ideale di uno sviluppo storico-universale che in Occidente sarebbe stato raggiunto, e di cui se ne pretese l'approvazione e condivisione nelle altre culture. 1.4. Il concetto di libertà tra Islam e Occidente Lo storiografo marocchino Aḥmad al-Nāṣirī ha affermato: «sappi che la libertà di cui parlano gli europei è probabilmente un'invenzione degli atei, poiché è contraria ai diritti di Dio, della famiglia, dell'uomo stesso. Quanto alla libertà in senso legale, la troverai definita da Dio nel suo Libro, esplicata dal Profeta e formulata dai giuristi[...]» 9 . E' importante capire, perché al-Nāṣirī sostiene questo; se il concetto di libertà non è lo stesso fra la cultura occidentale e araba, andrebbe naturalmente modellato per essere accettato. Dal punto di vista di molti storiografi e autori, capiamo che la società arabo-islamica, non annetteva lo stesso contenuto semantico alla nostra parola libertà. Teologi e giuristi islamici, quando la parola libertà divenne di uso comune in Occidente, non usavano spesso la parola ḥurriyya, (anche se veniva usata linguisticamente dai traduttori), semplicemente perché non ne condividevano l'interpretazione. In effetti il termine ḥurriyya nei dizionari di lingua classica araba, è stato fin dall'origine usato nella 8 Isaiah Berlin, L'unità dell'Europa e le sue vicissitudini, in Il legno storto dell'umanità, Adelphi, Milano 1994, p.284, in Ignatieff M. (2003), Una ragionevole apologia dei diritti umani, Milano, Feltrinelli, p.83 9 Istiqsa' (Casablanca 1945, t.9, pp. 114-115) in Laroui A. (1992), Islam e modernità, Genova, Marietti p.50 7
Estratto dalla tesi: Libertà di espressione e diritti umani nell'Islam