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Word-of-Mouth ed Attrattività Organizzativa: valenze del messaggio, employer brand e autostima del ricevente

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali

Autore: Giacomo Falcone Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 257 click dal 15/01/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giacomo Falcone

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Giacomo Falcone 15 word-of-mouth positivo sia più frequente di quello negativo. East, Hammond e Wright (2007) si spingono ancora oltre, evidenziando una prevalenza del word-of-mouth positivo su quello negativo in un rapporto di 3:1 6 . A sostegno di questa tesi, East, Vanhuele e Wright (2008) aggiungono che i prodotti che originano insoddisfazione non sopravvivono a lungo nell’arena competitiva, motivo per cui la maggior parte delle esperienze dei consumatori tende ad essere soddisfacente e, di conseguenza, a generare word-of-mouth positivo 7 . Gli stessi autori hanno evidenziato, inoltre, che categorie di prodotti con alto livello di word-of- mouth negativo tendono ad avere anche un elevato volume di word-of- mouth positivo, e che individui che generano word-of-mouth negativo tendono a generare anche word-of-mouth positivo (East et al., 2007). Con una diversa interpretazione, la rarità del word-of-mouth negativo rispetto a quello positivo ha portato Fiske (1980) a concludere che, poiché la positività dell’informazione può essere spesso presunta, la relativa rarità dell’informazione negativa sorprende i consumatori, i quali vi prestano maggiore attenzione, rendendo il word-of-mouth negativo più influente. Un ulteriore elemento di dibattito nella letteratura è quindi l’influenza del word-of-mouth positivo e negativo. La letteratura ha cercato allora di analizzare quale tipologia di word-of-mouth avesse il maggior impatto su una serie di elementi e sotto quali circostanze. I risultati sono, anche in questo caso, discordanti. Alcune ricerche sostengono che il word-of-mouth positivo sia più influente di quello negativo, tanto nella probabilità di acquisto (East et al., 2008) quanto nella modifica delle intenzioni di acquisto (Vazquez, Suarez & Del Rio, 2013). Altri studi affermano che il word-of-mouth positivo sia tanto 6 Chevalier e Mayzlin (2006) hanno trovato un rapporto 2:1 per le review online sui libri. Romaniuk (2007), per i programmi televisivi, ha scoperto un rapporto di 4:1. 7 Peterson e Wilson (1992) hanno mostrato, in una review delle ricerche sulla soddisfazione negli Stati Uniti, che, in media, l’83% dei consumatori è soddisfatto, mentre il rimanente 17% è distribuito tra la neutralità e l’insoddisfazione.
Estratto dalla tesi: Word-of-Mouth ed Attrattività Organizzativa: valenze del messaggio, employer brand e autostima del ricevente