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Il dilagante fenomeno delle piattaforme d’intrattenimento digitale: specchio del mondo in cui siamo immersi

Estratto della Tesi di Stefano Sabeni

Estratto dalla tesi: Il dilagante fenomeno delle piattaforme d’intrattenimento digitale: specchio del mondo in cui siamo immersi
dell’acqua”. Il termine proviene dal contesto aziendale americano. Il distributore dell’acqua era il 
punto di ritrovo dei colleghi d’ufficio nelle “companies” americane negli anni ’60-’70. Qui i colleghi 
scambiavano quattro chiacchiere soprattutto sui programmi televisivi della sera precedente. In Italia 
il boccione viene sostituti dalla classica macchinetta del caffè, su cui ogni italiano si precipitano 
durante le pause pranzo. Pensiamo ad esempio alla famosa sit-com italiana Camera Café. 
 
1.1.2 Lo star system 
 
Tornando alla considerazione proposta da McLuhan sul modello dell’onda, bisogna anche capire che 
la cultura, almeno per quanto riguarda l’intrattenimento, abbia sempre trovato nelle persone dei punti 
di riferimento. Pensiamo, ad esempio, alle Star Hollywoodiane del passato: figure pregne di cultura, 
che trasudano valori umani solo per il fatto di essere quello che sono. In realtà, solo le Star dagli anni 
’20 agli anni ’80 hanno questa caratteristica. Si parla infatti di “divismo” o “disumanizzazione delle 
Star”. In questo processo l’immagine della persona diventa un’icona, un simbolo socio-culturale, 
tanto da modificare i comportamenti della società stessa in cui si trova. Questo fenomeno si verificava 
perché i Film venivano solitamente costruiti attorno un unico personaggio (il divo, appunto) e Ad-
Hoc per il pubblico, attraverso operazioni di marketing allora sperimentali ma molto efficaci. Alcuni 
esempi sono Charlie Chaplin, Buster Keaton, Marlon Brando e Marylin Monroe. Questi tipi di star 
ormai sono in via d’estinzione, le ultime provenienti dagli anni d’oro di Hollywood sono (forse) 
Leonardo DiCaprio, Tom Cruise, Marylin Streep e poche altre.  
Il fenomeno è descritto bene dal meccanismo dell’emulazione in “Consumo, Cultura e Società” 
(Sassatelli R., 2004), che individua nell’emulazione un fattore dirompente nello sviluppo della società 
e della cultura. La Sassatelli si rifà a Veblen quando dice che “nelle metropoli industriali il consumo 
vistoso finisce per coinvolgere l’intera popolazione: i gruppi inferiori non avrebbero fatto altro che 
imitare quelli superiori, acquistando non appena possibile le stesse merci; queste ultime avrebbero 
così perso il loro potere distintivo e sarebbero state abbandonate dai gruppi superiori che avrebbero 
presto trovato nuovi oggetti capaci di testimoniare il loro primato sociale e culturale. Mediante il 
meccanismo dell’emulazione, concepita come lotta competitiva per lo status, si assiste alla 
progressiva diffusione di sempre nuovi beni che fungono da segnaposti nel gioco della distinzione 
sociale e della riproduzione delle gerarchie del gusto.” (Veblen T., La teoria della classe agiata, 1899).  
Dal punto di vista dei primi producers Americani, i divi non erano nient’altro che un primordiale 
tentativo di sviluppare quello che oggi chiameremo engagement positivo, non potevano sapere che 
avrebbero condizionato la popolazione in tal misura. Si parla infatti addirittura dell’”Effetto Werther”

Estratto dalla tesi:

Il dilagante fenomeno delle piattaforme d’intrattenimento digitale: specchio del mondo in cui siamo immersi

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Sabeni
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Coris, Comunicazione e ricerca per il sociale (scienze politiche)
  Corso: Organizzazione e marketing per la comunicazione d'impresa
  Relatore: Barbara Sonzogni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

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