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Indagine istologica sulle alterazioni cutanee in un modello murino di HGPS

Estratto della Tesi di Emanuele Varotti

Estratto dalla tesi: Indagine istologica sulle alterazioni cutanee in un modello murino di HGPS
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2012]. Ci sono enzimi delle suddette categorie che sono in grado di influenzare
l’invecchiamento attraverso meccanismi epigenetici, incidendo sulla riparazione del
DNA e sulla stabilità genomica (regolando a livello trascrittomico l’espressione di
geni importanti per la riparazione del DNA o per il mantenimento della stabilità
genomica, come il gene TP53) o attraverso alterazioni trascrizionali che influenzano
il metabolismo cellulare portando al c.d. SASP (Senescence-Associated Secretory
Phenotype che tratterò più avanti). Per esempio il complesso enzimatico PRC
(polycomb repressive complex che nella sua subunità PRC1 comprende Bmi1 che è
un fattore associato alla longevità degli orgasmi perché è importante per la capacità
differenziativa e di autorinnovamento delle cellule staminali di diversi distretti) può
metilare direttamente specifiche lisine su istoni per controllare il livello di
espressione genica [Yunjoon Jung et Andrew S. Brack 2014]. 
Nel lievito S. cerevisiae è stato osservato un drastico declino delle proteine
istoniche con l’avanzare dell’età dovuto alla minor sintesi di tali proteine a causa
della senescenza replicativa (arresto replicativo irreversibile) causata
dall’accorciamento telomerico o da un danno al DNA. Per evitare l’alterazione della
cromatina che ne conseguirebbe, sono state elaborate strategie terapeutiche che
prevedono l’apporto esogeno delle proteine istoniche, la delezione dei geni che
codificano per repressori trascrizionali delle proteine istoniche o la delezione di geni
che codificano per fattori coinvolti nella loro degradazione. Queste strategie hanno
condotto a risultati incoraggianti estendendo la durata di vita del lievito ma rimane,
tutt’ora, da testare la loro reale efficacia su organismi superiori [Sangita Pal et
Jessica K. Tyler, Review del 2016].
La famiglia delle sirtuine (deacetilasi NAD-dipendenti) è stata ampiamente studiata
come potenziali fattori anti-invecchiamento. Diversi studi hanno dimostrato che
molte delle sirtuine dei mammiferi possono ritardare diversi parametri di
invecchiamento nei topi [Giralt A et Villarroya F 2012]. SIRT6 regola la stabilità
genomica, il signaling NF-KB che modifica l’espressione genica e insieme a SIRT1
è in grado di controllare l’omeostasi del glucosio (perché regolano la via di
signaling intracellulare di insulina e IGF, PI3K-AKT)[Yunjoon Jung et Andrew S.

Estratto dalla tesi:

Indagine istologica sulle alterazioni cutanee in un modello murino di HGPS

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Varotti
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Biotecnologiche
  Corso: Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche
  Relatore: Giuseppe Sarli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

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Parole chiave

antiaging
cellular autophagy
cellular aging
invecchiamento cellulare
laminopatia
telomero
cellular senescence
alternative splicing
proteostasis
hutchinson gilford progeria syndrome

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