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L'Istituto dell'Esdebitazione e la Tutela Creditorum

Estratto della Tesi di Chiara Ferretti

Estratto dalla tesi: L'Istituto dell'Esdebitazione e la Tutela Creditorum
11 
 
Inoltre, l’istituto della “riabilitazione” non prevedeva l’estinzione dei debiti del soggetto 
ormai fallito ma faceva sì che si evitassero esclusivamente gli effetti particolarmente 
pregiudizievoli e si poteva ottenere, su istanza del fallito, solo se trascorsi cinque anni dalla 
chiusura del fallimento
9
. 
Con l’abolizione del registro dei soggetti falliti ed eliminate le incapacità previste con tale 
riforma, l’istituto risultava ormai superato per cui era necessario crearne uno nuovo che ponesse 
alla base della riforma il nuovo approccio volta a recuperare l’impresa in crisi. 
Nonostante il nostro ordinamento fosse orientato alla tutela dei creditori, si volse lo sguardo 
oltre confine prendendo ad esempio anche il diritto statunitense in particolare la “Discarghe”
10
. 
Si stabilì dunque una procedura con cui il debitore veniva liberato da tutti i suoi obblighi, 
mediante la liquidazione dei suoi beni e qualunque fosse stata la percentuale percepita dai 
creditori. In questo modo si consentiva allo stesso debitore di poter “ricominciare”, liberando 
il debitore dai vincoli collegati al mancato pagamento dei suoi creditori ed evitando che lo 
stesso fosse costretto ad intraprendere nuovamente una attività con l’ausilio di un prestanome. 
Nella Relazione che accompagnò la riforma si leggeva infatti che “ l’istituto della 
esdebitazione, omologo a quello già presente nella legislazione europea ed americana, 
costituisce una assoluta novità introdotta nel sistema e consiste nella incentivante liberazione 
del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non 
soddisfatti integralmente, seppur in presenza di alcune condizioni”
11
. 
L’ ”incentivante liberazione” consisteva proprio nel fatto di voler creare un incentivo per il 
debitore-fallito a fare ricorso alla procedura concorsuale affinché potesse ottenere un vantaggio 
rilevante; partecipando attivamente con gli organi della procedura tale beneficio poteva essere 
concesso qualora ci si fosse comportati in maniera onesta e collaborativa sin dall’inizio, 
 
9
 Si veda Marina Cordopatri, Riabilitazione ed esdebitazione, in “Banca borsa e titoli di Credito” V, (2009) 
pp. 559 e seg. 
10
 Angelo Castagnola, La liberazione del debitore (discharge) nel diritto fallimentare statunitense., Milano, 
Giuffrè, 1993). 
11
 Relazione di accompagnamento sub art 142.

Estratto dalla tesi:

L'Istituto dell'Esdebitazione e la Tutela Creditorum

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Ferretti
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2020-21
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Raffaella Ortolani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

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Parole chiave

insolvenza
fallimento
debiti
esdebitazione
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