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Epatite da HCV: i nuovi farmaci che hanno rivoluzionato la terapia

Estratto della Tesi di Nicola Conchiglia

Estratto dalla tesi: Epatite da HCV: i nuovi farmaci che hanno rivoluzionato la terapia
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1.3 La scoperta del virus HCV 
 
Per gli studiosi fin agli anni ’70 esistevano solo due forme di epatite virale, l’epatite 
A trasmessa per via oro-fecale e l’epatite B trasmessa per via parenterale.  
Successivamente, negli anni ’80 Harvey J. Alter, il capo della Sezione di Malattie infettive 
presso lo statunitense National Institutes of Health negli anni ’80 diede luogo ad uno 
studio, dai cui emerse una quota di epatiti virali croniche che non presentavano né gli 
anticorpi per i virus dell’epatite A(HAV) né quelli dell’epatite B(HBV).  Da questa nuova 
epatite definita “orfana” venne coniato il termine di “epatite NonA e NonB”. Questo nuovo 
termine identificava una forma di malattia causata non più dai due virus già conosciuti, 
bensì da un terzo, il quale divenne il fulcro della ricerca epatologica; Inizialmente ritenuta 
responsabile solo di forme di epatopatia post-trasfusionale, l’epatite nA–nB fu 
successivamente riconosciuta (con i medesimi criteri di esclusione) anche in assenza di 
trasfusione; la malattia quindi, poteva essere trasmessa da individui sani mai trasfusi, 
determinando l’esistenza di forma di nA-nB indipendente dal rischio correlato 
all’esposizione al sangue. 
A cavallo fra gli anni ’70 ed ’80 il termine di epatite nA-nB venne esteso virtualmente a 
tutte le forme di epatopatia infiammatoria ad eziologia sconosciuta; così facendo la 
malattia non divenne più riconducibile solo ad un unico quadro clinico, bensì come epatite 
nA–nB endemica, sporadica, epidemica, post trasfusionale, acquisita in comunità etc.  
Il 1989 fu l’anno della svolta, poiché grazie ad alcuni biologi molecolari della Chiron 
Corporation, quali: Michael Houghton, Qui-Lim Choo e George Kuo, in collaborazione 
con il dottor D.W. Bradley del Centers for Disease Control and Prevention (CDC)
7
 .venne 
scoperto il virus dell’epatite C (HCV= Hepatitis C Virus). 
Vennero creati i test di screening i quali hanno permesso di ridurre la probabilità di 
trasmissione del virus C con le trasfusioni di sangue e gli emoderivati. Un altro aspetto 
funzionale fu l’identificazione come HCV positivi l’80% dei soggetti a cui 
precedentemente era stata diagnosticata un’epatite cronica NonA-NonB. L’orientamento di 
ricerca dell’agente eziologico era lo stesso che portò alla scoperta dell’HBV e dell’HAV e 
verteva su due fronti da una parte all’identificazione di un sistema antigene-anticorpo 
specifico mediante le tecniche immunologiche convenzionali, dall’altro gli studi di 
                                                           
7
 Importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America

Estratto dalla tesi:

Epatite da HCV: i nuovi farmaci che hanno rivoluzionato la terapia

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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Conchiglia
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Fabrizio ferri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

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