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Palazzo Coccina Tiepolo Papadopoli e il pittore Cesare Rotta

Estratto della Tesi di Giuliana Rotta

Estratto dalla tesi: Palazzo Coccina Tiepolo Papadopoli e il pittore Cesare Rotta
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Il contesto è quello della fine dell’Ottocento quando sui sussulti dell’ondata neoclassica del 
Second Empire s’innestano tendenze eclettiche permeate, sia da un recupero in chiave stilistico 
strumentale delle esperienze figurative rinascimentali e settecentesche, sia da una rinnovata 
consapevolezza dell’importanza dell’artigianato per la storia degli stili. Gli uomini adatti per 
l’impresa alla quale si accingevano i Papadopoli, furono trovati nelle persone di Michelangelo 
Guggenheim e nell’ingegnere Girolamo Levi.  
Si intrapresero vaste trasformazioni fra il 1873 e il 1875 ed il rimaneggiamento fu talmente 
drastico che un cronista scrisse sulla “Gazzetta di Venezia”: “il Palazzo Tiepolo del secolo XVI 
ha dato origine al palazzo Papadopoli del XIX secolo. Parce sepulto”. (perdona chi è sepolto è 
inutile continuare a odiare dopo la morte). La demolizione delle case attigue al lato destro del 
Palazzo, dopo l’acquisto dei Papadopoli, offrì a Girolamo Levi la possibilità di ricavare l’area 
per il giardino (massima aspirazione per un ricco veneziano disporre di un giardino privato) e 
di chiuderla con la nuova area destinata ai servizi, parallela al Canal Grande.  
Ne derivò che l’entrata nell’originario corpo padronale venne oscurata dai muri dei due corpi, 
quasi si entrasse direttamente da una stretta calle. La critica ottocentesca, pur considerando le 
difficoltà della topografia, valutò solo parzialmente in modo positivo l’operato del Levi.  
Il conte Ernesto De Volpi scrisse che per l’architetto “fu giocoforza che egli sacrificasse 
(nell’ala nuova) la allienazione attese le preesistenti conformazioni interne del Palazzo e allo 
scopo di conservare due preziosissime stanze del secondo piano, quella cinese e la stanza 
dell’alcova dagli antichi e pregiati stucchi, nonché due altri soffitti”. 
34
  Uno di questi va 
riconosciuto nell’affresco situato tra il vestibolo antistante il salone centrale del secondo piano 
e la “stanza cinese”.  
Sempre Levi realizzò nel vano attiguo alla scala d’onore, lo scalone a otto rampe che 
disimpegna il secondo piano dal corpo costruito dai Coccina.  
                                                           
34 E. De Volpi, Guida artistica abbreviata del forestiero, Venezia, 1888

Estratto dalla tesi:

Palazzo Coccina Tiepolo Papadopoli e il pittore Cesare Rotta

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Informazioni tesi

  Autore: Giuliana Rotta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Lettere
  Relatore: Valerio Terraroli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 395

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