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Strategie Competitive delle società operanti nel settore calcio

Estratto della Tesi di Marco Alex Garcea

Estratto dalla tesi: Strategie Competitive delle società operanti nel settore calcio
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migliori club del continente, proposta immediatamente girata alla FIFA e alla neonata 
UEFA (Union of European Football Associations). La UEFA inizialmente rifiutò, 
temendo di mettere in ombra i rispettivi campionati internazionali e il Campionato 
Europeo per Nazioni, il quale stava per prendere vita. Tuttavia, fu la stessa FIFA ad 
imporre l’organizzazione del nuovo torneo nel 1955. Nacque così la Coppa Campioni, 
che vedeva i club vincitori del proprio campionato e la cui formula prevedeva gare 
andata/ritorno ad eliminazione diretta con una finale da disputare in campo neutro.  La 
competizione ebbe grandissimo successo; di seguito, nacquero la Coppa delle Coppe 
nel 1960, in cui si sfidavano le vincitrici delle rispettive coppe nazionali, e la coppa 
UEFA nel 1972. 
È evidente che il calcio stesse assumendo un’attitudine sempre più sempre dinamica, 
ed era un fenomeno in continua espansione. I tempi erano maturi per una riforma 
inerente alla forma societaria dei club: in Italia questo avvenne nel 1967, con un 
provvedimento che obbligava alle società calcistiche la forma della S.p.A., ma con il 
divieto di distribuzione degli utili. Passi avanti sono stati fatti anche per quanto 
concerne i diritti dei calciatori: nel 1978 venne istituto l’obbligo di firma contestuale del 
calciatore nel caso di trasferimento ad un’altra squadra. Tre anni dopo entrò in vigore 
la legge sul professionismo sportivo (legge n. 91/1981), in cui si venne a profilare la 
figura del calciatore professionista, ricondotta a quella del lavoratore subordinato. La 
contemporanea crescita degli stipendi e il riconoscimento del professionismo innescò 
il bisogno di trovare una figura che possa curare gli interessi degli atleti (principalmente 
quelli economici). Perciò, si sviluppò a partire dagli anni Settanta il ruolo del 
procuratore, il quale oggi ha un peso specifico non indifferente nei rapporti tra società 
e un suo tesserato. 
Sempre tra gli anni Settanta e Ottanta, data la necessità di reperire risorse necessarie 
a mantenere la competitività in ambito sportivo, iniziarono ad essere impiegate due 
nuove strategie commerciali: le sponsorizzazioni e il merchandising. La prima nazione 
che si occupò della questione sponsor fu la Francia che, a partire dal 1968, autorizzò 
i club ad esporre sulle proprie maglie dei marchi pubblicitari; le altre federazioni si 
adeguarono negli anni successivi (l’Italia nel 1981). Per quanto riguarda il 
merchandising, nei primi anni Ottanta possiamo individuare i primi cataloghi che 
offrivano completo da gara, tuta, borsa, sciarpa, berretto, ecc. 
Il calcio moderno 
Tutte queste novità gettarono le basi per un decennio rivoluzionario, gli anni Novanta. 
Scoppiò il business dei diritti tv: solo in Italia nel periodo 1993-2002 si passò da 108 a 
995 miliardi di lire di ricavi da cessione di diritti televisivi
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. La UEFA rivoluzionò la 
Coppa Campioni per renderla più redditizia; nel 1992 cambiò nome in Champions 
League e dal 1997 iniziarono a partecipare due squadre per nazione, arrivando a 
quattro nel 1999. La televisione rivoluzionò i bilanci delle società: i ricavi subirono una 
                                                             
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 www.Treccani.it, La storia del calcio in Enciclopedia dello sport, 2002

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Strategie Competitive delle società operanti nel settore calcio

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Alex Garcea
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Alberto Dessy
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

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