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La circolazione della "coppia" nella recente giurisprudenza della Corte di giustizia

Il diritto alla libera circolazione e soggiorno è un diritto fondamentale sancito dai Trattati dell’Unione europea fin dal principio del processo di integrazione. L’obiettivo di questa tesi, articolata in tre capitoli, è analizzare il diritto alla libera circolazione, soffermandosi principalmente sulla libera circolazione della "coppia", alla luce di alcune recenti pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione europea.
Nel primo capitolo verrà analizzata l’evoluzione del diritto alla libera circolazione e soggiorno, dalla firma del trattato CECA fino ai giorni nostri, comprendendo anche il primo regolamento n. 1612/1968 in materia di ricongiungimento familiare, fino ad arrivare all’odierna direttiva 2004/38/CE relativa al diritto alla libera circolazione e soggiorno dei cittadini dell’Unione europea e dei loro familiari. Verranno analizzate le tre diverse tipologie di ingresso e soggiorno in base al tempo di permanenza, i familiari che possono beneficiare del diritto al ricongiungimento col cittadino previsto dalla direttiva e i limiti alla circolazione per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica. Si tratterà brevemente anche del diritto al ricongiungimento familiare dei cittadini di Paesi terzi in base alla direttiva 2003/86/CE relativa al diritto al ricongiungimento familiare del cittadino extraeuropeo.
Nel secondo capitolo verrà analizzato inizialmente il diritto al rispetto della vita privata e familiare secondo l’articolo 8 della CEDU e la disciplina del ricongiungimento familiare relativo alla “coppia”. Successivamente, si esaminerà un primo caso della Corte di giustizia dell’Unione europea relativo alla nozione di “coniuge” contenuta nella direttiva 2004/38, il caso Coman, ove si controverteva del diritto di soggiorno del coniuge dello stesso sesso di un cittadino dell’Unione, nel caso in cui lo Stato membro d’origine nel quale il cittadino desiderava rientrare dopo aver esercitato i diritti di circolazione non riconosceva i matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Nel terzo capitolo verrà esaminato un secondo caso relativo alla tutela della vita familiare di coppie conviventi, il caso Banger, ove si controverteva del rilascio di una carta di soggiorno nei confronti del partner non registrato del cittadino dell’Unione, quando questo fa rientro nel suo Stato membro d’origine, laddove tale Stato non consente il ricongiungimento nel caso di unioni non registrate.

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5 Capitolo I - La libera circolazione delle persone nell’Unione Europea 1. Evoluzione del diritto di libera circolazione e soggiorno La libera circolazione delle persone, insieme a quella di merci, servizi e capitali è una della quattro libertà fondamentali garantite dall’ordinamento giuridico dell’Unione Europea. Il diritto e il concetto di libera circolazione e soggiorno delle persone nell’Unione Europea è evoluto nel tempo, sia per i cittadini europei sia, seppur in maniera più limitata, per i cittadini di paesi Terzi. 1 Possiamo definire l’Unione Europea come il prodotto finale di una lunga evoluzione, iniziata a Parigi il 18 aprile 1951 con la firma del trattato della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, denominata CECA, che riunisce Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi nell’obiettivo della creazione di un mercato comune caratterizzato dal libero accesso ai fattori di produzione e dalla libera circolazione degli operatori economici. L’art. 2 di tale Trattato indica quale obiettivo della CECA quello di contribuire, attraverso il mercato comune del carbone e dell’acciaio, all’espansione economica, all’incremento dell’occupazione e al miglioramento del tenore di vita. Nel 1957 viene fondata la Comunità economica europea, in un’ottica strettamente economica, infatti, veniva concesso il diritto di libera circolazione e di soggiorno ai lavoratori autonomi e subordinati all’interno dei Paesi membri e non in qualità di “cittadini” dell’Unione Europea ma in quanto persone economicamente attive. Come stabilito dall’art. 3 lettera c) del Trattato istitutivo di tale Comunità originaria (TCEE), esso si propone di realizzare un mercato comune caratterizzato dall’eliminazione, fra gli Stati membri, degli ostacoli alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali. 2 Il diritto di libera circolazione delle persone, in questa ottica, svolge un ruolo fondamentale per la realizzazione dell’obiettivo primario, cioè un mercato interno, dove i lavoratori sono strettamente funzionali esso. Le disposizioni del Trattato della Comunità economica europea si preoccupano solo dei cittadini degli Stati membri c.d. 1 B. NASCIBENE, F. ROSSI DEL POZZO, Diritti di cittadinanza e libertà di circolazione nell’Unione Europea, Milano, 2012, pp. 78-81. 2 art. 3 lettera c) del TCEE

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Informazioni tesi

  Autore: Isabela Passiatore
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dei servizi giuridici
  Relatore: Chiara Cellerino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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Parole chiave

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