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Suicidio e società. Il ruolo di ciascuno di noi nella prevenzione

Informazioni tesi

  Autore: Sonia Rodanò
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Pedagogia
  Corso: Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi
  Relatore: Ubaldo Fadini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

Il suicidio è un fenomeno che affligge l'umanità da sempre. Secondo quanto dichiarato nel 2004 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità esso è la seconda o terza causa di morte nei giovani e l'ottava o nona negli anziani nei paesi occidentali, ma fortunatamente è un problema che si può ampiamente prevenire.
Nel presente elaborato viene trattato il tema partendo da una descrizione generale del fenomeno, con la definizione etimologica del termine «suicidio», la presentazione della categoria diagnostica presente nel DSM 5 e una breve storia della visione dello stesso; successivamente, sono riportate le principali teorie elaborate con lo scopo di spiegare il problema, dal punto di vista sociologico, psicologico, medico e della suicidologia; per finire, vengono presentate le varie forme di prevenzione, con particolare attenzione ai fattori di rischio e protettivi, senza tralasciare i «campanelli d'allarme».

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  Autore: Sonia Rodanò
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Pedagogia
  Corso: Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi
  Relatore: Ubaldo Fadini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

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9 Introduzione L'idea di trattare un argomento tanto delicato nella mia tesi di laurea nasce la sera del 17 marzo 2019, quando apprendo la notizia della caduta dal decimo piano di un palazzo vicino casa mia, a Modena, di una zia con il nipote di 5 anni. In un primo momento tutte le ipotesi sono aperte: si è trattato di un incidente? Il piccolo Giacomo si è sporto dal balcone giocando, ha perso l'equilibrio, e la zia Silvia è precipitata nel tentativo di afferrarlo? Oppure bisogna prendere in seria considerazione la possibilità che si sia trattato di un gesto estremo, ovvero un omicidio-suicidio? Nei giorni successivi le indagini portano la procuratore capo Lucia Musti ad affermare che «non è stato un incidente», 1 quindi l'ipotesi tenuta ferma è quella di un omicidio-suicidio: le balaustre dei balconi di quel palazzo sono troppo alte affinché un bambino così piccolo possa arrampicarvisi da solo e la porta è stata trovata chiusa dall'interno con due mandate, come se Silvia avesse voluto avere la certezza che nessuno sarebbe potuto intervenire a interrompere il suo gesto. Inoltre, risulta da diverse voci, riportate su diversi quotidiani, che la stessa in passato avesse lamentato più volte la presenza di una situazione poco piacevole per il bambino all'interno della sua famiglia, che lo portava a soffrire e a non vivere bene; «Devo salvarlo, devo scappare con lui» 2 sembra aver affermato più volte a diversi clienti del bar Nevada, locale nelle vicinanze che era solita frequentare. Le domande che allora sorgono spontanee sono: questa donna aveva qualche problema di 1 Come si legge nell'articolo di Valeria Selmi comparso sul quotidiano Resto del Carlino di Modena del 18 marzo 2019, consultabile al seguente indirizzo: https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/omicidio-oggi-1.4496989 2 Come riportato sul quotidiano La Repubblica del 19 marzo 2019, consultabile al seguente indirizzo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2019/03/19/news/_devo_salvarlo_scappo_con_lui_le_parole_della_ zia_assassina_di_modena-221965818/

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