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L'Op e Mino Pecorelli: un giornalismo tra investigazione e mistero

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VII 1.1 Un signorotto di paese, avvocato e giornalista Carmine Pecorelli nasce a Sessano Campano, un paesino di campagna vicino ad Isernia, il 14 giugno del 1928. Figlio di un farmacista, l�ultimo rampollo di una benestante famiglia dell�entroterra italiano. A 10 anni, con un amico, era partito in bicicletta da Velletri perch� intendeva arruolarsi volontario per la guerra d�Albania. La sua famiglia inizi� una ricerca esasperata, conclusa al comando della Polizia al porto di Napoli. Ancora quindicenne, si era arruolato nell�esercito polacco di liberazione in Italia, era alla ricerca di sua madre che, nel frattempo, si era dovuta trasferire a Roma. Fece la staffetta nella battaglia di Montecassino, alla fine della guerra ricevette la medaglia al valore dal generale Wladislav Anders 1 , capo dell�esercito polacco. La storia di Mino (cos� era conosciuto), inizia nei primi anni del dopoguerra, quando decise di tentare la fortuna a Roma con pochi mezzi e tante ambizioni. Dalle testimonianze dei pochi amici, che con lui avevano condiviso l�infanzia e l�adolescenza, si intuisce come sotto l�abito del giornalista spregiudicato e senza scrupoli, si nascondessero in realt� la presunzione e l�entusiasmo del provinciale, vagiti di una personalit� che doveva affrontare uno scenario ben pi� grande rispetto a quello abituale. Era superstizioso e credeva agli oroscopi. Nato sotto il segno dei Gemelli, il suo giorno fortunato era il marted�. Per� di mercoled�. La sua stella lo descrive come generoso, portato alle lettere e ai viaggi, furbo, incostante e prudente in amore, predisposto agli esaurimenti nervosi e ai mal di testa 2 . Questo fu il suo pi� grande cruccio, un male che lo accompagn� durante tutta la sua esistenza: soffriva di crisi di emicrania, violentissime e ricorrenti. Nelle fasi acute, subiva fino ai tre o quattro attacchi al giorno, aveva consultato specialisti svizzeri, ma nessun medico era riuscito a capire l�origine di quella fastidiosa patologia. Qualche eminenza ospedaliera avanz� un�ipotesi: morbo di Orthus, un tipo di emicrania capace di procurare dolori lancinanti, simili per intensit� alle doglie del parto. Poco tempo prima di morire, la sorella Rosita lo trov� riverso e dolorante sul letto, soffriva cos� tanto che aveva deciso di farla finita, disse: �Non ce la faccio pi� a sopportare questi dolori, se continua cos� mi ammazzo� 3 . Dei suoi misteriosi e mai accertati rapporti con Giulio Andreotti, resta solo un cordiale biglietto nel quale il presidente consigliava al giornalista il nome di un farmaco per l�emicrania, ultimo dei tanti rimedi provati. Interrogato il 25 maggio 1993 dal sostituto procuratore della repubblica Giovanni Salvi, il senatore a vita tra l�altro dichiara: �Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, onorevole Evangelisti, 1 ��si era arruolato nel contingente degli alleati attivo nella zona, quello anticomunista e ultracattolico��, in a cura di Sergio Flamigni, Dossier Pecorelli, pp 7, Kaos Edizioni, 2005. 2 Rita Di Giovacchino, Scoop Mortale. Storia di un giornalista kamikaze, pp 32, Tullio Pironti Editore, Napoli, 1994. 3 Ibidem, pp 33
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L'Op e Mino Pecorelli: un giornalismo tra investigazione e mistero

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Signorini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Media e Giornalismo
  Relatore: Andrea Pannocchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

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