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Giovani e alcol. Un approfondimento empirico nella realtà feltrina

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12 malto, e che gli uomini conobbero prima i cereali dell‘uva, è certo che possa vantare una certa priorità rispetto al vino (Furlan, Picci, 1991, p.21; Sforza, Egidi, 2002, pp.12- 13). La comparsa di questa bevanda alcolica nella storia risale al 4700 a.C., e le sue prime tracce, in Mesopotamia, si riferiscono a delle offerte votive e propiziatorie verso gli dei, oppure alle pratiche dove la birra aveva il ruolo di accompagnare il tragitto dei defunti nell‘aldilà, o ancora al più comune uso di rallegrare la vita di mortali e immortali (Bartolini, 1979, p.237). Attualmente la birra è la bevanda alcolica più diffusa nel mondo (Sforza, Egidi, 2002, p.13), mentre una volta le cose erano un po‘ diverse. Infatti, con la cristianizzazione dei paesi nordici si ebbe un‘elevata espansione del vino, che divenne bevanda elitaria, mentre la birra rimase quella più popolare e diffusa (Furlan, Picci, 1991, p.21). Le classi egemoni dei paesi del nord usarono il vino come segno- demarcatore per distinguersi dalle classi popolari, consumatrici di birra. Molto più tardivamente la birra invase anche l‘area meridionale della vigna, senza però riuscire a sostituirla (AA.VV., 1982, p.19). Nel IX secolo si apprese l‘arte della distillazione (Gallimberti, 2005, p.122), una delle più antiche pratiche farmaceutiche che permise di separare le sostanze volatili da quelle non volatili. La diffusione dei distillati avvenne in concomitanza del dilagare di gravi malattie quali la peste. I medici infatti prescrivevano l‘utilizzo di bevande ad alta gradazione alcolica che però in realtà davano ai malati soltanto una generica sensazione di calore e benessere, e pertanto risultarono un rimedio inefficace (Furla, Picci, 1991, p.42). La distillazione viene considerata figlia dell‘alchimia, un antica pratica che pose le fondamenta della conoscenza dei fenomeni della natura e di molte leggi fisiche e chimiche. Gli alchimisti arabi svilupparono e valorizzarono la distillazione, e ad essi si deve l‘introduzione della parola alambicco, per designare l‘apparecchio usato nel processo della distillazione(Furlan, Picci, 1991, p.40). La tecnica della distillazione permise di ottenere un prodotto finito con una gradazione alcolica molto superiore a quella del vino, ma piena di componenti tossiche, essendo che allora ancora non si sapeva che l‘inizio e la fine del distillato andrebbero eliminati in quanto ricche di sostanze velenose (Gallimberti, 2005, p.122). I superalcolici nascono invece in farmacia e vengono usati per lungo tempo a piccole dosi come rimedi da varie Scuole mediche. La loro diffusione è molto tardiva, iniziando ad occupare lo spazio geografico della birra ( Paesi del nord, Inghilterra, Paesi bassi, Germania, Polonia) e finiscono col invadere anche quelli della vigna (paesi mediterranei) (AA.VV., 1982, p.19). Riassumendo: l‘alcol fu scoperto e inizialmente utilizzato per le sue proprietà disinibenti, veniva assunto all‘interno di contesti ben strutturati e quasi sempre a carattere religioso, per facilitare la comparsa di stati di trance. Solo successivamente
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Giovani e alcol. Un approfondimento empirico nella realtà feltrina

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Zambelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze sociologiche
  Relatore: Federico Neresini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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