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Le processus de radicalisation: prise de conscience

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40 Une liste, donc, des aspects et / ou des moments communs qui définissent et caractérisent, selon l'auteur, tous les jihadistes. Or : tous les musulmans qui vivent en banlieue ne partent pas en Syrie, et tous ceux qui ont quitté leur territoire ou qui ont commis des attaques sur le sol occidental n'ont pas vécu dans des banlieues. C’est le cas des convertis, de classe moyenne, qui ne vivent pas toujours dans des ghettos et qui se déplacent volontairement d'un contexte social aisé. Quentin, fils de Véronique Roy, mère qui a écrit un livre sur le départ de son ainé vers la Syrie, en est un exemple. Fabien Truong, docteur en sociologie de l’EHESS 37 , affirme son insatisfaction par rapport à ce que disait une partie des sciences sociales sur la jeunesse de banlieue fasciné par l’EI (Etat Islamique), qui ne correspondait pas à ce qu’il vivait. Selon lui, ce sont les discours stéréotypés qui produisent de la ségrégation et discriminent, pas les banlieues. Le piège que nous tend Daesh, c’est proposer un imaginaire politique flottant, ou, autrement dit, un imaginaire politique qui est détaché du réel mais qui fonctionne, puisque notre société peine aujourd’hui à fournir une narration qui donne du sens politique à l’existence. «Si intellectuellement, on considère « la banlieue » comme une forme de périphérie, il faut se rappeler que sans le centre elle n’existerait pas et vice-versa. C’est pour ça qu’il ne faut pas la traiter comme “un problème” ou un objet à part : pour cela, quand on parle du « communautarisme » des garçons se revendiquant musulmans, c’est souvent du fantasme, soit parce qu’on ne voit pas ce qui se passe à hauteur individuelle soit parce qu’on ne creuse pas sous les mises en scène de soi qui sont prises pour argent comptant» 38 . À quoi ce qu’on appelle « radicalisation » répond ? Pourquoi des discours plus durs prennent chez certains individus et font sens? Et pour y répondre, il faut s’attacher à du concret : si un islam « dur » prend, c’est qu’il produit des ressources, qu’il offre des perspectives dans un contexte social particulier, mais d’une entière société, sans distinctions. Depuis 2005, on parle des banlieues et tout le monde en parle en mal. Ceux qui habitent en banlieue apprennent donc en tant qu’adolescent et jeune à se construire à l’envers et contre le regard des gens qui n’y habitent pas. Ainsi, la conscience du eux et du nous est très forte, ce que favorise la de- contextualisation poussé par Daesh. Quand on regarde les chiffres françaises, on a presque 3.000 jeunes qui sont partis rejoindre l’organisation terroriste ( sur presque 8% de la population franco-musulmane) et parmi ceci une grande partie ne vient pas des banlieues (Roy, 2016). 37 EHESS : Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales à Paris 38 Truong, Fabien. Loyautés radicales. L’islam et les «mauvais garçon» de la Nation. Editions La Découverte, Paris, 2017, 236 pages.
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Le processus de radicalisation: prise de conscience

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Informazioni tesi

  Autore: Amani Braa
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale
  Corso: Lingue e Civiltà Orientali
  Relatore: Carolina Cerda Guzmann
  Lingua: Francese
  Num. pagine: 99

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Parole chiave

terrorismo
islam
jihad
radicalizzazione
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