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Accumulo di selenio da parte di specie di Lactobacillus

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12 2.2.1.2 5’-iodotironina deiodinasi di tipo I (IDI) La funzione di questo enzima è quella di trasformare il pro - ormone tiroideo tiroxina (T 4 ) nella forma attiva triiodotironina (T 3 ). In realtà anche la tiroxina ha attività ormonale, anche se minore rispetto alla triiodotironina. Quest’ultima viene sintetizzata in quantità maggiori e si suppone che sia una forma di riserva trasformabile in T 3 in caso di necessità. Gli ormoni tiroidei esplicano diverse funzioni: stimolano il metabolismo generale dei tessuti, aumentando il consumo di ossigeno; partecipano al mantenimento della temperatura corporea; regolano lo sviluppo del sistema nervoso; facilitano l’assorbimento intestinale dei glucidi e tendono ad elevare la glicemia; facilitano la conversione del β-carotene in vitamina A. L’enzima IDI è una selenoproteina e la carenza di selenio inibisce la sua attività, aumentando i livelli di T 4 nel plasma e riducendo quelli di T 3 . 2.2.2 Il selenio nell’ambiente L’ambiente rappresenta la principale fonte di approvvigionamento di tutto il selenio assunto con i cibi. Il selenio è un elemento molto diffuso, anche se la sua distribuzione nel mondo non è uniforme: la sua concentrazione nei suoli varia da meno di 0,1µg/g in alcune aree a più di 1mg/g in altre; eccetto alcune zone molto carenti ed altre molto ricche in selenio, la maggior parte dei suoli contengono tra 1,0µg/g e 1,5µg/g (Berrow et al., 1989). La quantità di selenio presente in un suolo è determinata essenzialmente da fattori geochimici, in particolare la natura della roccia madre. Mentre le rocce fortemente silicee, come il granito, danno origine a suoli con poco selenio, il carbone e lo scisto contengono elevati livelli dell’elemento (Thornton et al., 1983). L’elevata piovosità può provocare una notevole riduzione del contenuto di selenio, a causa del percolamento dell'elemento, quando è presente in forme solubili (Berrow et al., 1989). La quantità di selenio presente in un suolo e soprattutto la sua disponibilità, dipendente essenzialmente dalla forma chimica in cui è presente, influenzano l’accumulo dell’elemento da parte delle piante (Olson et al., 1967).
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Accumulo di selenio da parte di specie di Lactobacillus

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Informazioni tesi

  Autore: Paola Pietrobono
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Alimentari
  Relatore: VincenzinaAndreoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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Parole chiave

assorbimento atomico
elemento essenziale
lactobacillus
probiotici
selenio

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