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Accumulo di selenio da parte di specie di Lactobacillus

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11 siti attivi e, se viene sostituita dal suo analogo solforato, cisteina, l’attività dell’enzima è fortemente ridotta (Rocher et al., 1992). Due esempi importanti di selenoenzimi sono la glutatione perossidasi e la 5’-iodotironina deiodinasi di tipo I. 2.2.1.1 Glutatione perossidasi (GPX) La GPX non è un singolo enzima, ma esistono diverse forme di glutatione perossidasi. Le GPX reagiscono con l’H 2 O 2 o con gli idroperossidi organici, inattivandoli. Il sito attivo dell’enzima è costituito dal selenio presente nella selenocisteina. Questo si trova in forma di selenolo ionizzato, che reagisce con i perossidi, ossidandosi. Il selenio è poi riconvertito a selenolo dal glutatione, che funge da riserva di equivalenti riducenti. La GPX è quindi un antiossidante, la cui funzione è rimuovere i perossidi tossici che si formano nel corso della crescita e durante il metabolismo aerobio. La glutatione perossidasi citosolica (cGPX) è formata da quattro subunità, ognuna delle quali contiene un residuo di selenocisteina. E’ presente negli eritrociti, dove protegge l’emoglobina dall’ossidazione provocata dall’H 2 O 2 . E’ in grado di reagire anche con gli idroperossidi liberi, inclusi quelli prodotti dall’attività della fosfolipasi sugli acidi grassi a lunga catena; non è in grado di reagire con gli idroperossidi degli acidi grassi esterificati nei fosfolipidi, come quelli che si formano nelle membrane cellulari sottoposte a stress ossidativo. Esiste anche una glutatione perossidasi extracellulare (eGPX), anch’essa tetramerica. Si tratta di una glicoproteina, sintetizzata nei reni e non nel fegato, con le stesse funzioni antiossidanti della cGPX. La fosfolipide idroperossido glutatione perossidasi (PGPX) è un monomero che contiene un residuo di selenocisteina, con struttura simile a quella di una singola subunità di cGPX. E’ in grado di reagire con gli idroperossidi degli acidi grassi esterificati nei fosfolipidi. E’ più resistente agli effetti della carenza di selenio rispetto alle altre GPX: ciò suggerisce che abbia una funzione antiossidante più importante rispetto alle altre. E’ stato suggerito che la maggior interazione nutrizionale tra vitamina E e selenio potrebbe essere la protezione da parte della GPX e della vitamina delle membrane cellulari contro la perossidazione.
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Accumulo di selenio da parte di specie di Lactobacillus

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Informazioni tesi

  Autore: Paola Pietrobono
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Alimentari
  Relatore: Vincenzina Andreoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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Parole chiave

assorbimento atomico
elemento essenziale
lactobacillus
probiotici
selenio

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