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Immigrati e lavoro autonomo nella realtà milanese

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direzione, ad esempio la fondazione di associazioni nelle comunità di appartenenza, e partecipano attivamente alle questioni politiche riguardanti il proprio gruppo etnico (Bonacich e Modell). L’approccio della segregazione residenziale sostiene, invece, che la composizione della clientela dipende dalla concentrazione residenziale. All’interno delle “enclavi etniche”, che Wilson e Portes definiscono come minoranze di immigrati che restano spazialmente concentrati in una particolare città o regione, è più facile individuare i gusti e le esigenze particolari che favoriscono il mercato protetto e si possono godere i benefici derivanti dalle economie di scala. Altri due autori interessanti che appartengono all’approccio ecologico sono Park e Piore. Come osserva anche Ambrosini 5 , sia Park che Piore adottano un approccio molto descrittivo e poco esplicativo che spiega l’esistenza delle economie etniche sulla base di logiche autosegregative. Park interpreta l’inserimento nel mercato del lavoro degli immigrati, in termini assimilazionisti: la posizione degli immigrati evolverebbe in maniera lineare, seguendo un ciclo scandito nelle fasi del contatto, della competizione, dell’adattamento e dell’assimilazione. Mentre adotta una spiegazione di tipo strutturale lo studio di Piore, secondo il quale gli immigrati si inserirebbero nel mercato del lavoro secondario, dove emergono le attività più precarie, faticose, connotate da uno status sociale inferiore, ormai quasi non più accettate dai lavoratori nazionali. In sintesi, secondo questi studiosi gli stranieri inseriti nelle economie etniche di una certa area sono destinati ad occupare posizioni marginali nel tessuto economico della società ospitante, in quanto la concentrazione residenziale e occupazionale consentono limitate possibilità di ampliamento delle attività e guadagni piuttosto bassi. Un tentativo di superamento di questo tipo di impostazione è costituito dall’approccio interattivo 6 che ha preso forma negli ultimi due decenni e propone una prospettiva di analisi che integra i due modelli, culturale ed ecologico, partendo dall’assunto di base che il successo delle economie etniche dipende dall’incontro tra le risorse etniche della comunità di immigrati e il contesto di arrivo. Nell’approccio interattivo convergono gli apporti di vari autori che, partendo da un’impostazione di tipo ecologico, non hanno mancato di sottolineare anche l’importanza di fattori culturali: secondo questi studiosi, in altre parole, i valori culturali e la segregazione residenziale non agirebbero singolarmente nello sviluppo dell’imprenditorialità etnica, ma vanno inseriti nella struttura economica, politica, sociale in cui si stabiliscono gli immigrati. Segue questa linea di analisi, ad esempio, la teoria delle enclaves di Portes, secondo il quale, a certe condizioni, le iniziative imprenditoriali dei gruppi etnici producono una rapida ascesa sia in termini di reddito che di collocazione sociale. Si tratta di gruppi che si concentrano in una determinata area spaziale e organizzano una varietà di imprese, destinate a servire dapprima il mercato interno del gruppo, specie per prodotti etnici difficilmente reperibili all’esterno, poi la popolazione in generale. Caratteristica di fondo delle enclaves è il fatto che una parte rilevante della forza lavoro immigrata sia occupata in imprese di proprietà di altri immigrati. Secondo Portes, gli immigrati che hanno successo nell’aprire attività autonome sono quelli che già nel loro paese avevano una propria attività. Un altro fattore che Portes considera determinante per la costituzione di un’attività è il capitale. Anch’egli sostiene che oltre ai risparmi familiari, fondamentale è il sostegno assicurato dal gruppo di appartenenza. 5 vedi AMBROSINI M. / “Immigrati imprenditori. Un fenomeno emergente nelle economie occidentali” / Stato e mercato - n.45, dicembre 1995. 6 vedi SANTI R. M. / “Un'indagine sul lavoro autonomo degli immigrati a Torino “ /IRES, 1994.
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Immigrati e lavoro autonomo nella realtà milanese

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Informazioni tesi

  Autore: Liliana Elena Tria
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze sociologiche
  Relatore: Emilio Reyneri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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sociologia del lavoro
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