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Arrigo Cajumi critico ''libertino''

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Anteprima della tesi: Arrigo Cajumi critico ''libertino'', Pagina 9
9 
responsabile
25
. La parentesi fiorentina si concludeva nell’agosto 1932, quando lasciava 
Bemporad e un mese dopo si stabiliva definitivamente a Milano
26
, con l’incarico ufficiale di 
“Capo Ufficio Produzione e Pubblicità” alla Treves
27
. Dalle indagini dell’OVRA egli 
risultava, in realtà, direttore effettivo dell’«Illustrazione italiana»
28
. Il capoluogo lombardo, 
che si andava consolidando come centro dell’elaborazione e della distribuzione culturale, 
calamitava, infatti, in quegli anni l’emigrazione intellettuale dalla provincia, movimento a cui 
si aggregava, quindi, lo stesso Cajumi
29
. 
   L’éscamotage burocratico non si dimostrò, però, sufficiente ad evitare che nel 1934 il 
prefetto di Milano gli vietasse la prosecuzione dell’attività editoriale
30
. Rimaneva «La 
Cultura», della quale Cajumi fu sempre condirettore
31
 e, a partire dal 1930, responsabile della 
relativa collana monografica
32
. Tuttavia un potere politico sempre più liberticida impose 
nell’aprile 1935 la soppressione della rivista, alla quale seguì, il 15 maggio, l’arresto della 
maggior parte dei suoi componenti
33
. Cajumi venne allora condotto a San Vittore, dove, a 
differenza di altri compagni, fu trattenuto per una sola notte e poi rilasciato
34
. 
   Chiusa «La Cultura», il critico perse anche la sua ultima fonte di sostentamento economico. 
                                                
25
 Cfr. L. Beghin, Appunti, art. cit., p. 82. 
26
 Ibidem, dove si fa riferimento alle carte del Fondo Cajumi, in particolare gli scambi con Pavese, per stabilire 
che egli dovette lasciare la Bemporad il 31 agosto 1932 e stabilirsi a Milano intorno al 20 settembre. Inoltre fra le 
lettere di Pavese ve n’è una indirizzata «Ad Arrigo Cajumi, Milano» risalente al 21 novembre 1932, data in cui, 
quindi, il critico risultava già residente nella città meneghina (cfr. C. Pavese, Lettere, op. cit., p. 353). 
27
 Cfr. A. Cajumi, Colori, op. cit., p. 285: «andai a capo, nel 1932, della Treves»; L. Beghin, Appunti, art. cit., p. 
82n, dove lo studioso si rifà ad una lettera del prefetto di Milano al Ministero dell’Interno per precisare il ruolo di 
Cajumi all’interno della casa editrice; L. Mangoni, Pensare i libri. La casa editrice Einaudi dagli anni trenta agli 
anni sessanta, Torino, Bollati Boringhieri 1999, p. 86, per la corrispondenza fra Einaudi e Mattioli in cui 
l’editore allude ad «una grande Casa milanese, dove già Cajumi fu direttore» (la citazione è tratta dall’Archivio 
Einaudi, incartamento Mattioli).  
28
 Cfr. A. Cajumi, Colori, op. cit., p. 285 in cui rammenta di aver scritturato Marco Ramperti come critico 
drammatico dell’«Illustrazione italiana», a conferma di un suo ruolo di responsabilità e L. Beghin, Appunti, art. 
cit., p. 83n per i dati relativi alla Polizia Politica. 
29
 Cfr. V. Spinazzola, Scrittori, lettori e editori nella Milano fra le due guerre, in Editoria e cultura a Milano tra 
le due guerre (1920-1940). Atti del convegno di Milano (19-20-21 febbraio 1981), Milano, Fondazione 
Mondadori 1983, p. 22. 
30
 Cfr. A. Cajumi, Colori, op. cit., p. 285. 
31
 Cfr. P. Trompeo, Ricordo, op. cit., p. XI; F. Del Beccaro, s. v. Cajumi, Arrigo, art. cit., p. 387; S. Solmi, 
Poesie, meditazioni e ricordi, in Opere, 9 voll., Milano, Adelphi 1983-2011, vol. I, tomo II, Meditazioni e 
ricordi, 1984, p. 297; M. Evangelisti, Appendice. Qualche dato di fatto, in G. Sasso, Variazioni sulla storia di 
una rivista italiana: «La Cultura» (1882-1935), Bologna, il Mulino 1992, p. 193; A. D’Orsi, Un suscitatore di 
cultura, in L’itinerario di Leone Ginzburg, a cura di Nicola Tranfaglia, Torino, Bollati Boringhieri 1996, p. 81. 
32
 Cfr. L. Beghin, Appunti, art. cit., p. 83. 
33
 Cfr. N. Bobbio, Prefazione, in L’itinerario, op. cit., p. X. 
34
 Cfr. L. Beghin, Appunti, art. cit., p. 84.

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Informazioni tesi

  Autore: Azzurra Frattegiani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia moderna
  Relatore: Martino Marazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 181

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