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Artiglierie a confronto: Piemontesi e Napoletani a Gaeta

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Anteprima della tesi: Artiglierie a confronto: Piemontesi e Napoletani a Gaeta, Pagina 9
-Capitolo Primo: Il contesto storico 
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la quale poteva contare solo sulla collaborazione di una categoria dei suoi cittadini: gli 
ecclesiastici. 
 
3. Ottuso isolamento e fatale involuzione del regno delle Due Sicilie. 
 
Ferdinando II seguiva, con cieca determinazione, nel governare il suo regno, la 
strada imboccata il 15 maggio 1848. Egli non revocò mai formalmente la concessa co-
stituzione, ma non per rispettarne in qualche modo lo spirito, bensì per voluta indiffe-
renza verso la necessità di un gesto formale. Il re delle Due Sicilie diffidava profon-
damente della borghesia del suo regno, considerandola la principale responsabile del 
traviamento rivoluzionario; ma diffidava anche della borghesia agraria provinciale, 
che aveva mostrato di desiderare  una più diretta partecipazione alla vita politica del 
Paese. Per colpire questi avversari Ferdinando II usò ogni mezzo. In materia di politi-
ca agraria delineò una traccia demagogica che faceva leva su un sottoproletariato rura-
le miserrimo, ma non colpito dalla pressione fiscale e ignaro dell’esistenza di 
un’organizzazione produttiva diversa. Contro la borghesia intellettuale usò la persecu-
zione politica e per alcuni anni fece inscenare, a Napoli e nelle province, una serie di 
processi in virtù dei quali furono incarcerati centinaia di esponenti politici del regno, 
al punto da distruggerne definitivamente la consistenza come gruppo sociale capace di 
un modo di sentire autonomo, ma congiuntamente da segnare il definitivo divorzio tra 
la dinasta borbonica e la borghesia dell’Italia meridionale. 
I più importanti di questi processi furono quelli intentati per i fatti del 15 mag-
gio 1848 e quello detto della” Setta per l’Unità italiana”. Dal 1849 al 1853 durarono le 
istruttorie che portarono in carcere uomini quali: Carlo Poerio,Luigi Settembrini, Fi-
lippo Agresti, Michele Pironti, Antonio Scialoia, Silvio Spaventa, Pier Silvestro Leo-
pardi, mentre Pasquale Stanislao Mancini, Giuseppe Massari, Ferdinando Petruccelli, 
Giovanni La Cecilia, Benedetto Musolino, Giuseppe Ricciardi e altri furono processati 
in contumacia. Le sentenze furono severe, ma la condanna capitale fu sempre commu-
tata  in pene carcerarie e così gli uomini migliori di Napoli furono mandati nelle pri-
gioni del regno: l’ergastolo di Santo Stefano, quello di Nisida,di Ischia, legati ai ferri 
come delinquenti comuni. Fu in queste galere che li visitò ( nel 1851) William Gla-
dstone, l’uomo politico inglese agli inizi allora della sua carriera pubblica, rimanendo 
scosso profondamente dalla narrazione dell’illegalità patite dai prigionieri e dalle loro 
condizioni di vita. Subito dopo il ritorno in patria Gladstone manifestò il suo sdegno
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Informazioni tesi

  Autore: Luigi Scarpati
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze strategiche
  Relatore: Giuseppe Bracco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 204

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esercito
regno delle due sicilie
savoia
guerra d'indipendenza
artiglieria
gaeta
piemontesi
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