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Come nasce un compositore? I casi di Mozart e Beethoven

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Anteprima della tesi: Come nasce un compositore? I casi di Mozart e Beethoven, Pagina 5
Spie importanti per valutare l'evoluzione nello stile del compositore salisburghese sono quindi le
sue Sinfonie, genere che ha accompagnato tutti i passi della carriera di Mozart, dalla prima infanzia
fino all'ultimo periodo.
1.2. Esempi estremi: le Sinfonie n.1 e 41
Si rende a questo punto necessario contestualizzare le affermazioni del paragrafo precedente con
qualche esempio.
Se è vero che non risulti così pratico analizzare in successione tutte le 41 Sinfonie
1
 che Mozart ha
scritto, può invece essere tranquillamente alla portata di tutti un ascolto comparato della prima e
dell'ultima, ovvero delle Sinfonie n.1 (K 16), risalente al 1764/65, e n.41, la celeberrima Jupiter
(K 551) del 1788. La prima cosa che salta all'occhio guardando le due partiture è sicuramente la
differente complessità di strumentazione (per il momento intesa semplicemente come scelta degli
strumenti da impiegare), che, pur apparendo nettissima confrontando queste due Sinfonie, è invece
il frutto di un processo di allargamento graduale dell'organico, che Mozart attua nel corso della sua
carriera
2
: fatto sta che nella K 16 abbiamo un semplice quartetto d'archi al quale si aggiungono oboi
e corni, mentre nella Jupiter ci sono in più anche flauti, fagotti, trombe e timpani (mancano qui i
clarinetti, che però il compositore utilizza in orchestra per alcune delle sue ultime Sinfonie).
La seconda cosa che un buon osservatore nota subito, è poi la complessità orizzontale delle figure
utilizzate: per dirla nel modo più profano ma efficace possibile, nella K 16 abbiamo una quantità
considerevole dei cosiddetti “palloni” nell'armonizzazione, ovvero di note tenute per tutta la misura,
a mo' di riempitivo. Armonizzazione che si fa più ricca e importante di Sinfonia in Sinfonia, fino ad
arrivare alla complessità che si riscontra nelle ultime, come appunto la n.41 qui presa in esame. 
In terzo luogo anche le durate delle Sinfonie mozartiane tendono a dilatarsi sempre di più andando
avanti con gli anni: dalla decina di minuti delle prime si passa alla mezz'ora circa delle ultime
3
.
Queste tre osservazioni possono risultare ovvie se si considera che che nel '64, quando Mozart
scrive la sua prima Sinfonia, ha solo otto anni; ma, se estrapolate dal contesto e riportate al totale
della produzione del compositore, si può avere almeno un'idea di cosa troveremmo nel corso di
quella maratona ideale delle 41 Sinfonie vaghegghiata sopra, un'idea di tutti i possibili punti
intermedi tra la prima e l'ultima, insomma. Quello che ne verrà fuori sarà, quindi, un processo di
evoluzione assolutamente lineare: evoluzione intesa come progressivo arricchimento dei fattori in
1 41 sono le Sinfonie attribuite a Mozart dal primo catalogo, tuttavia esso ne contiene alcune che oggi sono 
riconosciute come non di Mozart, così come ne estromette altre invece effettivamente scritte dal compositore (v. 
infra).
2 Procedimento graduale però che riporta alcune eccezioni, una su tutte la Sinfonia n.9 (1769), già a pieno organico.
3 Anche qui con le dovute eccezioni: è però utile rimarcare il fatto che se esistono delle Sinfonie brevi più tarde, come 
ad esempio la piccola n.32, non abbiamo nessun esempio di lunga Sinfonia tra le prime. Ad onor del vero, è corretto 
precisare che in alcune esecuzioni la n.2 (peraltro ormai attribuita a Leopold Mozart, v. infra) possa superare di poco
lo sbarramento dei 20 minuti.
4

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Informazioni tesi

  Autore: Mariano Russo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Cesare Fertonani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

FAQ

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Parole chiave

musica
infanzia
beethoven
mozart
sinfonia
sonata
compositore
bambini prodigio
periodo zero
evoluzione lineare

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