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Dal PCI al PDS. Il caso pavese

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Anteprima della tesi: Dal PCI al PDS. Il caso pavese, Pagina 3
5 
1,46% – e del blocco monarchico – 2,77% – sia l‟affermazione, soprattutto al Sud, 
dell‟Uomo qualunque – 5,28%. Dopo queste elezioni, De Gasperi, leader della DC, 
venne incaricato di formare il suo II governo, comprendente DC, PSIUP, PCI e PRI
6
. 
Dopo la „valanga‟ democristiana alle elezioni del 1948 – 48,51% dei voti – e la 
sconfitta del Fronte democratico popolare
7
 – 30,98% – i rapporti di forza si fissarono 
del tutto. Al centro del sistema stette saldamente la Democrazia cristiana, che governò 
alternamente con i cosiddetti partiti laici minori – PRI, PSDI, PLI – nei governi a 
formula centrista e con l‟aggiunta del PSI nei governi di centro-sinistra; esclusi 
dall‟area della legittimità, l‟MSI a destra ed il PCI a sinistra. 
Dopo la stagione della „solidarietà nazionale‟, che a cavallo tra gli anni ‟70 e ‟80 
vide la partecipazione nella maggioranza del PCI, questo sistema entrò in crisi. 
Dapprima la DC perse – o per altri, lasciò – la presidenza del Consiglio, poi si trovò 
subalterna alla politica rampante del PSI di Craxi, che a metà degli anni ‟80 formò due 
governi con la formula del pentapartito – PSI, DC, PRI, PSDI, PLI. 
Nata per necessità della democrazia italiana
8
, la „repubblica dei partiti‟ non seppe 
più rispondere alle esigenze e ai problemi del Paese, conoscendo così, agli inizi degli 
anni ‟90, la propria crisi.  
 
È in questo periodo di tramonto della „prima Repubblica‟ che il Partito comunista 
italiano conobbe la sua metamorfosi in Partito democratico della sinistra – PDS. 
Il Partito comunista italiano nacque dalla scissione dal PSI al Congresso nazionale 
di Livorno del gennaio 1921 come Partito comunista d‟Italia – PCd‟I. Principale 
motivo di questa scissione era stato la mancata adesione del PSI alla Terza 
Internazionale – COMINTERN – promossa nel 1919 dalla neonata Unione Sovietica, 
cui il PCd‟I aderì immediatamente
9
. 
Entrato in clandestinità sotto il regime fascista, il PCd‟I si riorganizzò tra il 1943 
ed il 1944, cambiando nome in PCI e portando avanti, con altre forze politiche, la lotta 
di Resistenza al fascismo
10
. Il partito, nelle parole d‟ordine e nella pratica politica, 
iniziò ad abbandonare la propria natura rivoluzionaria per diventare un partito 
                                                 
6
 In base agli accordi tra i partiti, la presidenza del Consiglio spettò al partito di maggioranza e la 
presidenza dell‟Assemblea al secondo partito. LOTTI, I partiti della repubblica, cit., p. 36. 
7
 Che riunì per le elezioni del 1948 PCI e PSI, nome ripreso dallo PSIUP dopo la scissione del 9 gennaio 
1947 delle componenti di Saragat, di Critica sociale e di Iniziativa socialista di Zagari, confluite nel 
PSLI – poi PSDI. Ivi, p. 39. 
8
 Si vedano l‟introduzione e i primi capitoli di SCOPPOLA, La repubblica dei partiti, cit. 
9
 RIDOLFI, Storia dei partiti politici, cit., pp. 76-77. 
10
 Ivi, pp. 154-155.

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Dal PCI al PDS. Il caso pavese

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Informazioni tesi

  Autore: Claudio Pasi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Pier Angelo Lombardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 244

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fonti orali
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partito comunista italiano
partito democratico della sinistra
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