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Donne che lottano: dalle Suffragette alle Pussy Riot e Femen

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Anteprima della tesi: Donne che lottano: dalle Suffragette alle Pussy Riot e Femen, Pagina 3
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emancipazionisti, per passare poi ad analizzare il fenomeno delle Suffragette, citando le 
principali attiviste, le modalità di protesta e i loro sforzi per conquistare il diritto di voto. 
Si passerà poi alla seconda ondata e ai famosi anni ’70 che portarono la nascita di nuovi 
movimenti femministi e relative organizzazioni (l’americano NOW e gli italiani DEMAU e 
M.L.D) che spostarono l’attenzione sulle differenze tra donne e uomini e sulla diversità del 
pensiero femminile rispetto al maschile. Si discute, per tale motivo, di temi assolutamente 
nuovi incentrati sulla libertà sessuale: il corpo, il desiderio e le scelte (o non scelte) di 
maternità, ma anche il rifiuto di etichette degradanti.  
Si giungerà così alla terza ondata che prende avvio negli anni Novanta del secolo scorso, 
durante la quale verranno trattate tematiche molto varie. Si accendono i riflettori sulle 
violenze sessuali e domestiche, sul divario salariale e sulla mercificazione del corpo 
femminile. Molto attivo in questa fase sarà il “Movimento per la Giustizia Globale”. 
Nell’ultimo capitolo del mio progetto, analizzerò la quarta “ondata” di movimenti 
femministi, iniziando a porre l’accento al panorama italiano, con i movimenti “Se Non Ora 
Quando” (SNOQ) e “Non una di Meno”. 
Particolare attenzione, poi, sarà posta a Femen e Pussy Riot, due dei movimenti femministi 
più discussi degli ultimi dieci anni. 
Il primo, di origine Ucraina, è principalmente noto all’opinione pubblica internazionale per 
la decisone di usare, quale strategia di protesta slogan scritti sul seno nudo delle attiviste, in 
quanto da loro considerato strumento per rovesciare l’immagine del corpo della donna 
(violentato e usato dalla società maschilista ucraina) e strumento di affermazione politico e 
sociale. 
Le Pussy Riot, invece, sono delle attiviste e musiciste russe che nell’ultimo decennio sono 
riuscite attraverso le loro performances art, documentate e fatte rimbalzare nel web, a 
protestare contro un sistema che sentono sempre più autoritario. 
Entrambi i movimenti pongono come obiettivo primario la ridefinizione dei confini del 
discorso sul ruolo femminile nella società contemporanea. Invitano quindi le donne a farsi 
valere, a combattere per i propri diritti e a conquistare la propria dignità, assumendo un ruolo 
sociale attivo, cessando di essere donne-oggetto. 
L’” Antisoggetto”, a cui si oppongono, è la democrazia miope che non rispetta i diritti delle 
donne e delle minoranze. Lo scopo delle loro proteste non è solo quello di attirare 
l’attenzione, ma di provocare dei cambiamenti profondi che riguardano l’intera società, 
cercando di destabilizzare le relazioni intersoggettive del potere e il cambiamento della 
strategie comportamentali.
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Zappalà
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Gianni Piazza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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Parole chiave

femminismo
movimenti femministi
pussy riot
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