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Gli effetti extrapenali del giudicato: un compromesso tra autonomia delle giurisdizioni e unitarietà dell'ordinamento

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Anteprima della tesi: Gli effetti extrapenali del giudicato: un compromesso tra autonomia delle giurisdizioni e unitarietà dell'ordinamento, Pagina 4
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che «il diritto come scienza è nato a Roma e pertanto chi intende coltivare tale scienza 
non può ignorarne le origini, come non è concepibile che uno studioso d’arte ignori gli 
insuperabili modelli offerti dall’antica Grecia»
16
. 
 
2.1 L’intangibilità del giudicato nel diritto greco e romano  
 
Come si è fatto precedentemente notare, il ruolo del giudicato penale era lucida-
mente avvertito già nella Grecia classica. A titolo meramente esemplificativo, si pensi a 
ciò che si legge nel Critone, uno dei più noti dialoghi di Platone: secondo il filosofo ate-
niese, non è possibile «che possa sussistere e non essere sovvertito uno Stato nel quale le 
decisioni emanate dai giudici sono prive di ogni forza e sono eluse ed annullate per opera 
dei privati cittadini»
17
. È assai significativo notare che questa considerazione portò So-
crate, protagonista del dialogo, ad accettare senza remore l’ingiusta condanna a morte che 
gli era stata inflitta, rifiutando categoricamente ogni proposta di fuga: la stabilità e il ri-
spetto delle leggi e delle decisioni su queste fondate, infatti, erano per lui dei valori asso-
lutamente preminenti, la trasgressione dei quali avrebbe comportato la rapida dissolu-
zione dell’ordine individuale e sociale. 
Una vera e propria elaborazione teorica dell’intangibilità del giudicato penale si deve, 
però, all’esperienza giuridica romana, nella quale, attraverso una lenta e non sempre li-
neare evoluzione, si giunse gradualmente ad affermare il concetto della firmitas iudicati. 
Si tratta di un principio sorto in ambito civile
18
: ben presto, tuttavia, si diffuse la convin-
zione che, considerata la somma rilevanza dei beni in gioco nel processo penale, esso 
dovesse a fortiori connotare anche quest’ultimo. 
È dunque pacifico che l’intangibilità del giudicato costituisse un principio cardine del 
diritto romano: più discusse sono, invece, le origini di questo istituto. L’oggetto di questo 
elaborato non ci permette di addentrarci in una discussione che ha visto contrapposti Au-
tori che facevano risalire la regola del ne bis in idem addirittura alla Legge delle XII 
 
16
 METRO A., L’eredità giuridica di Roma, in CERAMI P. – CORBINO A. – METRO A. – PURPURA G., Storia 
del diritto romano, Messina, Libreria Editrice Torre Catania, 1996, p. 345. 
17
 PLATONE, Critone, XI. 
18
 Se ne occupa diffusamente MARRONE M., Dal divieto di agere acta all’auctoritas rei iudicatae. Alle radici 
delle moderne teorie sul giudicato, in ROMANO S. (a cura di), Nozione formazione e interpretazione del 
diritto dall’età romana alle esperienze moderne. Ricerche dedicate al professor F. Gallo, II, Napoli, Jo-
vene, 1997, pp. 9 ss.

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Informazioni tesi

  Autore: Luigi Anghileri
  Tipo: Laurea magistrale a ciclo unico
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Maria Novella Galantini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 418

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Parole chiave

giudicato penale
processo penale
misure di prevenzione
processo tributario
effetti extrapenali
giudizi risarcitori
unità della giurisdizione
autonomia delle giurisdizioni

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