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I Licenziamenti Disciplinari

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Anteprima della tesi: I Licenziamenti Disciplinari, Pagina 3
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stesse, ponendole in una posizione di reciprocità rispetto alla cessazione del 
rapporto. 
L’evoluzione della disciplina si è realizzata dopo l’avvento della Carta 
costituzionale. 
Con essa l’ostilità, specie nella dottrina, nei confronti della concezione 
recepita dal codice civile generò l’auspicio che in via interpretativa, 
attraverso una valorizzazione degli artt. 41, 2° comma e 4 Cost. ovvero 
tramite l’art. 1345 c.c. sul motivo illecito, oppure de jure condendo, si 
affermasse un generale divieto dei licenziamenti immotivati.  
Al parziale superamento dell’art. 2118 c.c., pur dichiarato 
costituzionalmente legittimo dalla Corte costituzionale si diede avvio in 
sede sindacale (Corte cost. 09/06/1965). 
Allo scadere del blocco dei licenziamenti, disposto nell’immediato 
dopoguerra, un accordo interconfederale del 1947 introdusse alcune 
limitazioni al potere di licenziamento nel settore dell’industria. 
L’importanza di tale accordo sta nell’aver previsto limitazioni al potere 
insindacabile del datore di lavoro di recedere dal rapporto a tempo 
indeterminato. 
Tale orientamento fu poi avallato dalla stessa Corte costituzionale che con 
la sentenza N. 45/1965 dichiarò costituzionalmente legittimo l’art. 2118 
c.c., statuendo che il potere di recesso del datore di lavoro non costituisce 
più un principio generale del nostro ordinamento, essendo l’art. 2118 c.c. 
stato progressivamente ristretto nella sua sfera di efficacia sia da 
provvedimenti legislativi (L. 09/01/1963 n° 7). 
 
Ma lo stesso codice civile non sembra contenere una disciplina organica del 
potere disciplinare, poiché lo presuppone e non lo regola nel disposto di cui 
all’art. 2106 c.c. 
Tale articolo individua nella violazione delle disposizioni che concernono 
gli obblighi di diligenza, fedeltà, ecc. di cui agli artt. 2104 e 2105 c.c., i 
comportamenti da cui possono discendere l’applicazione di sanzioni 
disciplinari. 
 
Un interessante scontro, sempre a proposito del fondamento del potere 
disciplinare, ha visto protagonisti i fautori delle “teorie istituzionali” in 
contrapposizione ai sostenitori delle “teorie contrattualistiche”. Mentre i 
primi vedono nell’inserimento del prestatore di lavoro all’interno della 
realtà aziendale un sostanziale assoggettamento di quest’ultimo alle 
esigenze proprie dell’istituzione, i secondi ritengono, invece, che dovevano 
considerarsi irrilevanti tutti gli obblighi aventi funzione essenziale di 
assicurare l’organizzazione e il funzionamento dell’azienda, in quanto
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I Licenziamenti Disciplinari

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Pessina
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Economia
  Corso: Marketing
  Relatore: Luigi  Angiello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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Parole chiave

potere disciplinare
sanzione disciplinare
licenziamenti disciplinari

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