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Il concetto di aboriginal title negli ordinamenti di derivazione anglosassone. Principi costituzionali ed evoluzione giurisprudenziale in Nuova Zelanda e Canada

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invece “civilizzati”, fossero troppo “primitivi” o “barbarici” per assumere la posizione 
di nazioni sovrane e per conformarsi alle caratteristiche europee di società politica. 
Come avremo modo di osservare in seguito, questo è uno degli elementi negativi che ha 
portato alle numerose difficoltà legate al riconoscimento dell’aboriginal title dei popoli 
indigeni. Emblematico in tal senso è l’esempio dell’Australia, in cui, fino a poco tempo 
fa, il diniego dei diritti sulle terre degli aborigeni si basava sulla falsa opinione che tale 
continente fosse un territorio definibile come terra nullius, acquisito attraverso la 
pacifica occupazione europea. 
Tornando all’analisi dei vari metodi di acquisizione della sovranità, Paul Keal ritiene 
la conquista una “subjugation of one people by another by means of force”.8 Questa sua 
affermazione fa riferimento alle prime fasi dell’espansione europea, in cui tale criterio 
veniva utilizzato per occupare e rivendicare con la forza le terre abitate dai popoli 
indigeni. All’inizio del XIX secolo, però, la conquista non veniva più accettata come 
mezzo per annettere un territorio. Infatti, l’opinione della maggior parte dei giuristi del 
periodo era che essa fosse un mero cambiamento di sovranità, che lasciava immutati i 
“diritti di proprietà” legati alla terra dei nativi.  
Per quanto concerne la cessione territoriale, Paul Keal afferma: “Cession signified 
that title to territory had been ceded by its occupants, usually in a treaty”.9 La 
sottoscrizione di trattati è stato il metodo con cui gli europei hanno assunto il controllo 
in diversi territori, tra cui, come avremo modo di osservare nelle due parti successive di 
tale elaborato, in Nuova Zelanda e in Canada. Non vi è ancora certezza nello stabilire se 
gli autoctoni firmatari di tali accordi fossero consapevoli del loro significato, inoltre 
sono sorti numerosi dibattiti circa la loro natura e i loro effetti dal punto di vista 
giuridico. Probabilmente ancora più significativo è il fatto che sia stata negata la loro 
natura sopranazionale. Ciò perché, secondo una teoria di diritto internazionale risalente 
ai primi del ‘900, i trattati erano da considerarsi validi solo se stipulati tra i soggetti a 
quel tempo riconosciuti da tale diritto, vale a dire gli Stati. Tra questi ultimi, secondo 
tale visione, non venivano ricompresi i popoli indigeni perché, come afferma Henry 
Wheaton, “an unsettled horde of wandering savages not yet formed into a civil society 
                                               
8
 P. KEAL, European Conquest and the Rights of Indigenous Peoples, Cambridge University Press, 
Cambridge, 2003, p. 37. 
9
 Ivi, p. 51. 
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Bonesso
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Maurilio Gobbo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 284

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