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Il confederalismo democratico e le nazioni senza stato: il caso di Rojava

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Anteprima della tesi: Il confederalismo democratico e le nazioni senza stato: il caso di Rojava, Pagina 7
1.3.1 Turchia 
Gli imperi Persiano e Ottomano non furono mai in grado di stabilire un controllo 
diretto ed efficace di tutto il territorio del Kurdistan , pertanto venne garantito 
15
un certo margine d’autonomia, soprattutto durante l’epoca della Sublime Porta, 
durante la quale si svilupparono diversi principati che ebbero una notevole 
prosperità e che si resero sempre più indipendenti con l’avanzare del declino 
dell’impero Ottomano agli inizi del XIX secolo . Lo smembramento dello stesso 
16
dopo la prima guerra mondiale condusse alla ridefinizione dell’intera area 
geografica in nuovi confini politici e il popolo curdo fu costretto ad una divisione 
forzata in diverse nazioni, oltre ad essere la causa dell’abbandono della 
tradizionale vita nomade a favore dell’insediamento nei villaggi .
17
Da allora le identità, anche politiche, del popolo curdo, ormai disgregato, si 
differenziarono producendo idee e risultati interessanti.
In Turchia, dopo la prima guerra mondiale, con la salita al potere di Kemal 
Ataturk, i curdi si ritrovarono in un clima particolarmente ostile e incentrato 
sull’opera di turchizzazione etnica e religiosa promossa proprio dal nuovo 
18
presidente della Repubblica. Lo scopo del nuovo governo era quindi quello di 
plasmare una nazione “che parlasse una sola lingua, che pensasse nella stessa 
maniera e avesse gli stessi sentimenti” come affermato da Sükrü Kaya ,  
19
scopo perpetuato attraverso massicce persecuzioni e repressioni per garantire 
un’ omogeneità culturale. I gruppi minoritari, quindi non solamente i curdi, ma 
anche greci, armeni, russi, georgiani e albanesi furono costretti a cambiare 
cognome, sostituendo la desinenza originale con quella turca “-oglu”; esse 
subirono traumatiche deportazioni, come previsto dalla cosiddetta “legge sul 
reinsediamento”, “İskân Kanunu”, legge n. 2510 del 25 giugno 1934, il cui 
obiettivo era quello di trasferire forzosamente intere comunità in aree dove la 
cultura turca fosse predominante, affinché questa venisse assimilata dalla 
totalità della popolazione. Sommosse e ribellioni si estesero ben presto in molte 
aree, tuttavia gli episodi più violenti si verificarono nella provincia di Dersim, 
rinominata Tunceli, abitata prevalentemente da curdi, dove tra il 1937 e il 1938 
venne messo in atto quello che si potrebbe definire un etnocidio, così come 
sostenuto da M. Van Bruinessen (1994) per il quale la suddetta legge del 1934 
ha creato il quadro giuridico per una politica di etnocidio diretto contro la lingua 
 M. VAN BRUINESSEN, Kurdish society, nationalism and ethnicity, refugee problems 
15
in P. G. KREYENBROEK e S. SPERL (ed), The Kurds: a contemporary overview, 
Routledge, London,1992.
 O. HAKAN, “State-Tribe Relations: Kurdish Tribalism in the 16th- and 17th- Century 
16
Ottoman Empire”, British Journal of Middle Eastern Studies, vol. 23, n.1, 1996.
 Voce “Kurd” in Encyclopædia Britannica, https://www.britannica.com/topic/Kurd, 
17
ultima modifica 2019.
 In lingua turca la si definisce “Türkleşme” quando è volontaria; “Türkleştirme” quando 
18
è forzata, voce “turchizzazione” in Wikipedia, ed. italiana, t.wikipedia.org/wiki/
Turchizzazione, ultima modifica 2020.
 Sükrü Kaya (1883-1959), ministro dell’Interno dal 1927 al 1937; TBMM, Zabit 
19
Ceridesi (Trascrizioni degli Atti della Grande Assemblea Nazionale Turca), IV 23 3, 
65esima riunione, 7 giugno 1934.
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Informazioni tesi

  Autore: Simonetta Saccon
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze politiche e sociali
  Relatore: Kateryna Pishchikova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

FAQ

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