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Il Teatro del Carretto: uno stile nel teatro del novecento

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Anteprima della tesi: Il Teatro del Carretto: uno stile nel teatro del novecento, Pagina 7
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tradizione popolare caratterizzata da racconti medio-brevi e centrati su 
avvenimenti e personaggi fantastici (fate, orchi, giganti e così via) 
coinvolti in storie con un sottinteso intento formativo o di crescita 
morale. L'intento allegorico e morale è molto esplicito; la presenza 
dell’elemento fantastico o magico è proprio una caratteristica peculiare 
della fiaba.  
«È diffusa l'opinione per cui le fiabe siano tradizionalmente pensate per 
intrattenere i bambini, ma non è del tutto corretto: esse venivano 
                                                                                                                                                                     
convinta che siano quelli della figliastra. Biancaneve, dopo aver vagato per un po’ nel bosco, si imbatte in una 
casa costruita proprio nel cuore della foresta nella quale abitano sette nani, che lavorano in una vicina miniera 
per guadagnarsi da vivere. La casa è vuota e Biancaneve, affamata e stanca, si nutre con parte del cibo e del vino 
già preparato dai nani, prendendone un poco di ogni porzione, per poi addormentarsi nell’unico dei sette letti 
della propria misura. I nani, dopo un primo attimo di sgomento per l’intrusione, sono felici di ospitare la dolce 
Biancaneve, che in cambio li accudisce nelle faccende domestiche. 
La vita scorre tranquilla fino a quando la regina cattiva, grazie allo specchio fatato, scopre che la ragazza è viva e 
in salute. 
Travestitasi da vecchia venditrice, cerca perciò per due volte di uccidere Biancaneve, prima stringendole una 
cintura in vita fino a toglierle il respiro, poi con un pettine avvelenato. In entrambi i casi la giovane viene però 
salvata dall’intervento dei nani, che riescono a farle riprendere i sensi, ammonendola ogni volta di non far 
entrare nessuno in casa. A questo punto la regina, travestita da vecchia contadina e venditrice di frutta, si avvia 
nuovamente verso la casa dei nani con l’obiettivo di far assaggiare a Biancaneve una mela avvelenata. Per 
convincere Biancaneve ad accettare almeno una mela in dono la taglia in due, assaggiandone la metà che non 
era avvelenata. Biancaneve al primo morso della parte avvelenata, cade in uno stato di morte apparente da cui 
nessuno degli sforzi compiuti dai nani riesce a svegliarla. Gli stessi nani, convinti che sia morta, la pongono in 
una bara di cristallo e la sistemano sulla cima di una collina in mezzo al bosco. Per molto tempo Biancaneve 
resta vegliata dai nani finché un giorno non viene notata da un principe che passava di lì. Il principe, vorrebbe 
portarla nel suo castello, per poterla ammirare e onorare per tutti i giorni della sua vita. Dopo molte insistenze i 
nani, impietositi dai sentimenti del giovane, acconsentono alla sua richiesta. Avviene però che uno dei servitori 
del principe, arrivati per trasportare la bara al castello, inciampi su di una radice sporgente, facendo cadere la 
bara giù per il fianco della collina. Durante la caduta esce dalla bocca di Biancaneve il boccone di mela 
avvelenato e così la ragazza si risveglia. Biancaneve s’innamora subito del principe e vengono organizzate le 
nozze a cui viene invitata anche la matrigna di Biancaneve. Questa, che non conosceva il nome della sposa, ma 
era stata avvertita dallo specchio che era più bella di lei, rimane impietrita riconoscendo Biancaneve. Nel 
frattempo erano state fatte arroventare sulle braci due scarpe di ferro che la strega viene costretta ad 
indossare. A causa del dolore procuratole dalle calzature incandescenti la strega è costretta a ballare finché 
cade a terra, morta. Da: versione dei fratelli Grimm Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Biancaneve_e_i_sette_nani
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Il Teatro del Carretto: uno stile nel teatro del novecento

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Informazioni tesi

  Autore: Paola Medaglini
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Elementi plastici per la scenografia teatrale
  Relatore: Stefano Socci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 248

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